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Faenza
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top
mwjgFaenza (mwjwmwkaAFI: /faˈɛnʦa/cite-ref-6[6], mwlgFẽzacite-ref-7[7]cite-ref-8[8] in mwnwromagnolo) è un mwoacomune italiano di mwoq58 749 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwpgprovincia di Ravenna in mwpwEmilia-Romagna. La città è storicamente nota per la produzione di mwqaceramica artistica, al punto che la mwqqmaiolica, grazie alla rinomanza della manifattura locale, è conosciuta nel mondo come mwqgmwqwfaience.cite-ref-3-9-0[9]cite-ref-4-10-0[10]cite-ref-5-11-0[11]cite-ref-6-12-0[12]
Di mwvqorigine romana, sotto la signoria dei mwvgManfredi iniziò ad attraversare un'epoca di grande sviluppo che culminò nel mwvwrinascimento e nel mwwabarocco, caratterizzandone l'arte e l'architettura. Grazie all'intensa attività artistica e culturale, tra il XVIII e il XIX secolo divenne un punto di riferimento del mwwqneoclassicismo in Italia e in Europacite-ref-1-13-0[13]cite-ref-14[14], di cui oggi il massimo esempio è rappresentato dal Museo Nazionale di mwygPalazzo Milzetti.
Situata nella mwzaRomagna occidentale, ai piedi dei primi rilievi dell'mwzqAppennino faentino, è sede amministrativa dell'mwzgUnione della Romagna Faentina e mwzwsede vescovile della mwaadiocesi di Faenza-Modigliana. L’economia si fonda su un sistema produttivo che comprende attività agricole, manifatturiere, meccaniche, agroalimentari e servizi, legato alla produzione ceramica e integrato con attività di ricerca e innovazione nei campi dei mwaqmateriali avanzati, della mwagsostenibilità ambientale e delle tecnologie applicate all’mwawagricoltura e all'mwbaindustria.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Altro
• Società
• Cultura
• Ricerca
• Scuole
• Musei
• Media
• Arte
• Teatro
• Cinema
• Musica
• Cucina
• Eventi
• Frazioni
• Economia
• Servizi
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Lotta
• Nuoto
• Tennis
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il comune di Faenza si trova in mwhqRomagna, nella parte sud-occidentale della mwhgprovincia di Ravenna, sul mwhwfiume Lamone e sulla mwiaVia Emilia, tra mwiqImola a ovest e mwigForlì a est, entrambe a circa 15mwiw km dal centro cittadino; da mwjaRavenna dista 35mwjq km, da mwjgCesena circa 40mwjw km, mentre da mwkaBologna dista 55mwkq km.
La città è situata nell'area pedemontana al confine tra la mwkwPianura Padana e le prime colline dell'mwlaAppennino faentino. L'altitudine in centro storico è di 44 mwlqmetri sul livello del mare, mentre per il territorio comunale si va da un minimo di 13 a un massimo di 220 metri s.l.m.cite-ref-20[20].
Il territorio comunale ha una spiccata vocazione agricola: i vigneti caratterizzano i versanti collinari, mentre la pianura è prevalentemente coltivata a mwmwcereali e mwnafrutteti; in quest’area sono ancora leggibili i tracciati della mwnqcenturiazione romanacite-ref-21[21].
• mwpaClassificazione sismica: zona 2cite-ref-22[22].
Clima
Faenza presenta un mwqwclima temperato umido con estati calde, di tipo subcontinentale secondo la classificazione di mwraMario Pinna. La città risente sia dell’influenza della mwrqPianura Padana sia della vicinanza delle mwrgcolline appenninichecite-ref-23[23], che determinano fenomeni di mwswmwtastau e contribuiscono ad un aumento delle precipitazioni soprattutto in primavera e in autunnocite-ref-24[24].
La temperatura media annua è di circa 14,4mwug °Ccite-ref-25[25]. I mesi più caldi sono luglio e agosto, con massime medie prossime ai 30-31mwvw °C, mentre gennaio è il più freddo con minime che si aggirano intorno a 0-1mwwa °Ccite-ref-faenza-condizioni-meteo-medie-26-0[26]. Le precipitazioni medie annue sono pari a circa 760–770mwxq mm, distribuite in modo irregolare con un picco in novembre (circa 64mwxg mm) e un minimo in gennaio (27mwxw mm); le nevicate, seppur poco frequenti, possono verificarsi tra dicembre e febbraiocite-ref-faenza-condizioni-meteo-medie-26-1[26].
Negli ultimi decenni si è osservato un aumento delle temperature medie, con inverni meno rigidi e ondate di calore estive più frequenti; secondo l’Osservatorio Torricelli, il 2020 è stato l’anno con le temperature più alte a Faenza dal 1946cite-ref-27[27].
• mw0wClassificazione climatica: zona E
• mw1qClassificazione dei climi di Köppen: Cfa (temperato umido con estate calda)
| Faenza [ 28 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Faenza [ 28 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 6,1 | 8,7 | 12,9 | 17,2 | 22,0 | 26,2 | 28,9 | 28,5 | 24,9 | 19,0 | 12,7 | 7,2 | 7,3 | 17,4 | 27,9 | 18,9 | 17,9 |
| T. media ( °C ) | 3 | 5,1 | 8,7 | 12,6 | 17,0 | 20,9 | 23,3 | 23,1 | 19,9 | 14,7 | 9,3 | 4,3 | 4,1 | 12,8 | 22,4 | 14,6 | 13,5 |
| T. min. media ( °C ) | 0 | 1,5 | 4,5 | 8,0 | 12,0 | 15,6 | 17,8 | 17,7 | 14,9 | 10,4 | 5,9 | 1,5 | 1,0 | 8,2 | 17,0 | 10,4 | 9,2 |
| Precipitazioni ( mm ) | 48 | 47 | 59 | 58 | 57 | 50 | 49 | 53 | 65 | 68 | 83 | 63 | 158 | 174 | 152 | 216 | 700 |
Storia
La storia di Faenza inizia in mw3wepoca romana, ma le origini della città non sono ben definite. Cronisti medievali le legarono alla mw4amitologia, ma studi archeologici attestano presenze dal mw4qneolitico e dall’mw4getà del bronzo. Conquistata dai mw4wRomani nel II secolo a.C., divenne colonia con il nome di mw5amw5qFaventia, sviluppandosi grazie ad agricoltura e ceramica. In età imperiale fu sede della mw5gmw5wgens Avidia, legata a mw6aLucio Vero, e dal IV secolo attestò la presenza cristiana. Nel mw6q542 la città fu teatro dell'inizio della controffensiva di mw6gTotila nell'ambito della seconda fase della mw6wguerra gotica. Il terribile scontro, che vide vittoriosi gli mw7aostrogoti, è ricordato come la mw7qBattaglia di Faenza. La dominazione romana del territorio terminò nel mw7g774 con mw7wCarlo Magno, che lo cedette alla mw8aChiesa.
Durante il mw8gMedioevo, invece, si afferma il mw8wmodello comunale, che si stava diffondendo in tutto il Nord Italia. Dal 1045 sono attestati i primi mw9aconsules e dal XII secolo la città divenne mw9qcomune, con contrasti tra mw9gGuelfi e ghibellini. La famiglia mw9wManfredi emerse come protagonista e si impose come una delle più potenti della città. Nell'ambito di numerose lotte con l'Impero, in particolare dovute all'adesione di Faenza alla mw-aLega Lombarda, la città venne più volte assediata. Nel XIII secolo fu più volte assediata da mw-qFederico II di Svevia, che ne ordinò la distruzione delle mura, ma la città si riprese. mw-gDante Alighieri citò diversi faentini nella mw-wmw-aDivina Commedia, come mw-qTebaldello Zambrasi, mw-gFrate Alberigo e mw-wMaghinardo Pagani.
Dal 1313 i Manfredi governarono Faenza, avviando la mwaqeRenovatio umanistica e rendendo celebre la mwaqimaiolica faentina, nota in Europa come mwaqmmwaqqfaïence. Il dominio terminò con l’assedio di mwaquCesare Borgia (1500) e la cattura di mwaqyAstorre III Manfredi. Dopo la caduta dei Borgia (1503), Faenza passò sotto il controllo della mwaqcRepubblica di Venezia, per poi essere ceduta allo mwaqgStato Pontificio.
Parte integrante della mwaqoRomagna pontificia, Faenza fu sede di un mwaqstribunale inquisitoriale. Nello stesso periodo furono eseguite di grandi opere idrauliche, come l’acquedotto di Errano (1583-1614). Nel XVIII secolo la città divenne centro del mwaqwneoclassicismo, con palazzi come mwaq0Palazzo Milzetti. Furono realizzate infrastrutture come il Ponte Rosso (1782) e il canale naviglio Zanelli (1783), importante idrovia commerciale. Nel 1797 Faenza fu teatro della mwaq4Battaglia del Senio durante la campagna napoleonica; sotto mwaq8Napoleone ospitò il liceo dipartimentale del Rubicone.
Dopo l’mwareunità d’Italia Faenza si distinse per attività politiche e culturali. Nel 1891 vi nacque mwariPietro Nenni, figura di spicco del mwarmsocialismo italiano. Nel 1908 ospitò l’Esposizione Torricelliana, che portò alla fondazione del mwarqMuseo internazionale delle ceramiche. Durante la mwaruSeconda guerra mondiale subì pesanti bombardamenti, ma nel dopoguerra si affermò come centro culturale e produttivo legato alla ceramica artistica.
Simboli
Il simbolo del comune, riportato sullo stemma, è il mwasaleone rampante. La descrizione ufficiale dello stemma è riportata nel decreto di riconoscimento del 5 luglio 1928cite-ref-29[29]cite-ref-30[30] dell'allora mwaskcapo del governo mwasoBenito Mussolini, conservato presso la mwassBiblioteca Comunale:
«D'argento, al leone di rosso, armato, lampassato e coronato d'oro, impugnante con la branca destra anteriore una spada al naturale, manicata d'oro, posta in sbarra. Capo d'azzurro, caricato di cinque gigli d'oro, posti in fascia, fra un lambello di sei pendenti, di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il simbolo è documentato per la prima volta su un sigillo, probabilmente trecentesco, con la legenda "Sigillum Comunis et Populi Civitatis Favencie". Il mwas8capo d'Angiò, tipico segno della fazione guelfa, presenta 5 gigli al posto dei soliti 3, alternati ai pendenti del lambello che sono quindi 6 invece di 4.cite-ref-31[31] Lo scudo è timbrato da corona di Città.
Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di azzurro.
Onorificenze
Titolo di Città
Faenza è tra le mwatgcittà decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, insignita della Croce di guerra al valor militarecite-ref-32[32] per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale ed è membro dell'mwat0Istituto Nazionale del Nastro Azzurro che raggruppa tutti i combattenti decorati al valor militare:
Croce di guerra al valor militare
Fu tra le prime città italiane a celebrare la mwauaGiornata dell’Europa e la terza in Italia a ricevere il Premio Europa, nel 1968, da parte dell'Assemblea Consultiva del mwaueConsiglio d’Europa, per il suo impegno nella promozione dell'ideale comunitario.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]cite-ref-35[35]
Monumenti e luoghi d'interesse
La storia urbanistica di Faenza, analogamente a quella di molte altre città emiliano-romagnole, si snoda attraverso un continuo processo di rigenerazione dell'originaria struttura mwavgromana, che, pur venendo in alcuni casi fortemente intaccata, riesce tuttavia a sopravvivere nell'impianto geometrico della cittàcite-ref-36[36]. Il tessuto urbano, profondamente alterato dalle distruzioni belliche, seppur offrendo numerosi esempi di architettura mwav0rinascimentale e mwav4barocca (concentrati in maggior numero nel centro cittadino), conserva una caratterizzazione prevalentemente mwav8neoclassica sette-ottocentesca, in quanto tra il XVIII e il XIX secolo vi furono grandi opere di trasformazione edilizia alle quali contribuirono gli architetti mwawaGiuseppe Pistocchi, mwaweGiovanni Antonio Antolini, mwawiPietro Tomba; con esse Faenza divenne protagonista del mwawmneoclassicismo a livello europeocite-ref-1-13-1[13].
Architetture religiose
L'edificio più antico di Faenza giunto sino a noi quasi integro è il campanile di mway8Santa Maria ad Nives o Santa Maria Vecchia (chiesa originale risalente al VI secolo, poi riedificata), edificato tra il IX e il X secolo. Altro monumento superstite dei tempi a cavallo dell'anno Mille è la mwazacripta della chiesa di Sant'Ippolitocite-ref-saviotti-37-0[37]. La chiesa più antica pervenuta integra è la mwazuChiesa della Commenda, risalente intorno al 1100.
Il mwazcprincipale luogo di culto mwazgcattolico della città è la mwazkCattedrale di San Pietro Apostolo, ovvero il Duomo, mwazochiesa madre della mwazsdiocesi di Faenza-Modigliana. La sua costruzione, su progetto di mwazwGiuliano da Maiano, fu iniziata nel 1474 e non si concluse prima del 1515, rimanendo tuttavia incompiuta la facciata; la consacrazione al culto di mwaz0San Pietro apostolo avvenne nel 1581.
Di seguito sono riportate le principali architetture religiose edificate nel territorio comunale:
In città
• mwaaiDuomo - Cattedrale di San Pietro Apostolo: principale edificio religioso della città, ricostruito in forme rinascimentali nel XV secolo, conserva opere di grande valore artistico.
• mwaaqChiesa dei Santi Ippolito e Lorenzo: luogo di culto di origine medievale, è il più importante esempio del mwaautardo Barocco faentino con riferimenti espliciti al Barocco romano; di particolare interesse la mwaaycripta.
• mwaagChiesa della Commenda: risalente all’XI secolo, appartenne ai mwaakCavalieri Ospitalieri. Testimonianza dell'mwaaoarchitettura romanica.
• mwaawChiesa di Santa Maria ad Nives: edificio seicentesco caratterizzato da interni mwaa0barocchi e decorazioni pittoriche.
• mwaa8Chiesa dei Servi: edificata nel Trecento con successive trasformazioni barocche e notevoli opere d’arte.
• mwabeChiesa del Carmine: luogo di culto di origine trecentesca, con facciata settecentesca e ricca decorazione interna.
• mwabmChiesa di Sant'Umiltà: risalente al XV secolo, legata al culto di mwabqSanta Umiltà; è la più importante testimonianza locale dello stile mwabutardobarocco.
• mwabcChiesa della Beata Vergine del Paradiso: chiesa quattrocentesca legata alla devozione mariana, più volte rimaneggiata; la struttura attuale risale agli anni 1960.
• mwabkChiesa di San Bartolomeo: documentata dal Medioevo, conserva testimonianze architettoniche stratificate.
• mwabsChiesa di San Domenico: edificata nel XIII secolo, fu un importante centro dell'mwabwordine domenicano in città.
• mwab4Chiesa di San Filippo Neri o del Suffragio: costruita nel Seicento, è un tipico esempio di architettura barocca faentina.
• mwacaChiesa di San Francesco: antica chiesa conventuale, ampliata nei secoli, con tracce gotiche e rinascimentali.
• mwaciChiesa di San Giacomo della Penna: edificio di origine medievale, conserva parte dell'originale portale romanico.
• Chiesa di San Giovanni di Dio: legata all’ordine ospedaliero, ha svolto funzioni assistenziali oltre che religiose.
• mwacuChiesa di San Girolamo all'Osservanza: complesso conventuale quattrocentesco, è adiacente al cimitero monumentale.
• mwaccChiesa di San Giuseppe Artigiano: moderna costruzione del XX secolo, destinata al quartiere in espansione.
• mwackChiesa di San Rocco: edificata nel XVI secolo in seguito a un mwacovoto popolare contro la mwacspeste.
• mwac0Chiesa di San Savino: edificio medievale legato a una delle pievi storiche del territorio; oggi dedicata al culto mwac4ortodosso.
• mwadaChiesa di San Sigismondo: piccola chiesa di impianto duecentesco, rimaneggiata nei secoli.
• mwadiChiesa di San Vitale: luogo di culto di origini antiche, dedicato al santo mwadmmartirizzato a Ravenna.
• mwaduChiesa di Santa Margherita: chiesa seicentesca con interni a navata unica e decorazioni barocche.
• mwadcChiesa di Santa Maria dell'Angelo: importante complesso monastico, fondato nel Medioevo e ampliato in età moderna.
• mwadkChiesa di Santa Maria Maddalena: costruzione contemporanea del XX secolo, destinata al culto parrocchiale.
• Chiesa di Sant'Agostino: chiesa di antica origine, ristrutturata nei secoli.
• mwadwChiesa di Sant'Antonino: chiesa di antica origine, l'edificio attuale risale al Settecento.
• mwad4Chiesa di Sant'Antonio: edificata in età moderna sulla base di un edificio quattrocentesco.
• mwaeaOratorio della Santissima Annunziata: piccolo luogo di culto di origine seicentesca, caratterizzato da eleganti stucchi.
Nel forese
• mwaeqChiesa di Santa Margherita in Rivalta: edificio religioso di origini duecentesche, ricostruito alla fine del XVIII secolo.
• mwaeyChiesa di Santa Maria degli Angeli: chiesa seicentesca situata nella frazione di Sarna, con affreschi e decorazioni che testimoniano la tradizione artistica locale.
• mwaegChiesa di Santa Maria del Rosario in Errano: chiesa parrocchiale della frazione di Errano, di impianto settecentesco.
• Chiesa di Santa Maria in Merlaschio: edificio religioso oggi legato alla memoria delle comunità agricole del territorio.
• Chiesa di Santa Maria in Mezzeno: piccola chiesa di origini medievali, ricostruita più volte nel corso dei secoli.
• Chiesa di Santa Caterina: piccola chiesa di origine medievale ricostruita nel dopoguerra, situata nella frazione di Tebano.
• mwae0Chiesetta di San Lazzaro: edificio religioso di piccole dimensioni, situato lungo la via Emilia, dedicato ai caduti sulla strada.
• Chiesa di Sant'Apollinare in Oriolo: chiesa parrocchiale della frazione di mwae8Oriolo, ricostruita in età postbellica.
• mwafePieve di Corleto: pieve romanica risalente al IX secolo, la costruzione attuale è in stile barocco settecentesco.
• mwafmPieve di Sarna: pieve risalente al Settecento, ricostruita alla fine del XVIII secolo.
• mwafuPieve di San Giovanni Battista: pieve di età medievale, già documentata nel X secolo, con struttura romanica e successive modifiche rinascimentali.
Cimiteri
• Cimitero dell'Osservanza: cimitero monumentale cittadino che prende il nome dall'omonimo monastero; numerose le tombe firmate da artisti, tra cui mwafkFelice Giani, mwafoLucio Fontana e mwafsDomenico Rambelli.cite-ref-38[38]
• Faenza War Cemetery: conosciuto localmente come «Cimitero degli Inglesi», dove riposano i militari Alleati deceduti per la liberazione dell'Italia durante la mwageseconda guerra mondiale, riconosciuto dalla mwagiCommonwealth War Graves Commission.cite-ref-39[39]
Architetture civili
Torre dell'Orologio
La Torre Civica (o dell'Orologio), posta all'ingresso della Piazza del Popolo nell'incrocio tra il mwai8cardo e il mwajadecumano della mwajeFaventia romana, è uno dei simboli architettonici più rappresentativi e riconoscibili della città. Il progetto originario è attribuibile a Fra mwajiDomenico Paganelli che a partire dal 1604 la fece erigere, sfruttando una base bugnata cinquecentesca. È di forma quadrangolare, a 5 ordini sovrapposti e coronata da una cupola. In basso, dentro una nicchia provvista di balcone cinto da bella ringhiera in ferro battuto e ottone, è collocata una Madonna con il Bambino in marmo, di Francesco Scala, del 1611cite-ref-40[40]. La torre originale fu fatta saltare dai Tedeschi in ritirata nel novembre 1944. Quella attuale è una fedele ricostruzione del 1953, nella quale nicchia è tuttora posizionata l'originale seicentesca Madonna col Bambino, che si salvò dal crollo.
Fontana maggiore
La Fontana monumentale, situata tra il Duomo e la Torre dell'Orologio, venne realizzata su incarico di mwajkDomenico Paganelli, preposto alla direzione della costruzione di un acquedotto cittadino nel 1583. Si riprese nel 1614 a causa di altre commissioni di Paganelli a Roma e lo stesso, su suggerimento del cardinal Rivarola, incaricò della costruzione di una fonte che servisse da punto terminale del condotto sotterraneo che parte da Erranocite-ref-saviotti-37-1[37] l'architetto ticinese Domenico Castellicite-ref-41[41], che condusse a termine i lavori nel 1621cite-ref-42[42]. Il fonte risultò un'apprezzata opera ricca di sculture simboliche in mwakybronzo, realizzate da mwakcTarquinio Jacometti nel 1619-mwakg1620. Le aquile e i draghi rappresentano le imprese araldiche di mwakkPapa Paolo V (Borghese), i tre leoni rampanti lo stemma cittadino. Nel 1869 venne rimossa l'alta cancellata di ferro che la proteggeva.
Voltone della Molinella
Il Voltone della Molinella, un passaggio coperto da mwakwvolte a crociera al piano terra di Palazzo Manfredi, conduce dalla piazza principale, piazza del Popolo, alla piazza Nenni con il mwak0teatro comunale Masini. La mwak4volta a ombrello fu decorata a mwak8grottesche da mwalaMarco Marchetti nel 1566. Oggi il voltone ospita l'ingresso dell'ufficio turistico e della galleria espositiva comunale.
Teatro comunale Angelo Masini
Il Teatro Masini, in piazza Nenni (già "della Molinella"), è uno dei maggiori esempi di mwaluarchitettura neoclassica a Faenza. Fu progettato e costruito tra il 1780 e il 1787 dall'architetto mwalyGiuseppe Pistocchi, su richiesta dell'Accademia dei Remoti, un cenacolo di intellettuali e artisti faentini che si era costituito nel 1673. Esso conserva una struttura con pianta di ferro di cavallo, fornita di quattro ordini di palchi, separati da colonne di vario stile. Ospita affreschi di mwalcFelice Giani. La fascia superiore è arricchita da decorazioni plastiche e venti statue raffiguranti divinità dell'Olimpo, realizzate da mwalgAntonio Trentanove.
Prospettiva (Fontanone)
La Prospettiva, denominato dai faentini Fontanone, è il monumento che costituisce lo scenario architettonico in fondo a viale Stradone. Venne realizzato nel 1824 sotto la direzione dei lavori di mwalsPietro Tomba, sul luogo dove già esisteva una conserva di acqua dell’antico acquedotto, su decisione della Deputazione del Pubblico Passeggio e il gonfaloniere Antonio Margotti per completare il viale, allora luogo di passeggio, con un edificio che fungesse da prospettiva terminale e che venisse utilizzato come luogo di ritrovo e di ristoro durante le passeggiate domenicali fuori porta.
Palazzi
Di seguito sono elencati i palazzi di rilevante interesse storico-culturale, dal mwal4medioevo al periodo mwal8neoclassico, nel centro storico di Faenza:
• Palazzo Manfredi, in Piazza del Popolo, oggi sede del Comune. Si tratta di un edificio di origine antica che fu oggetto di diversi interventi di struttura e pianta nel corso degli anni. Il primo di rilievo, in ordine cronologico, è attribuibile ad mwamiAstorgio I Manfredi, che nel XIV secolo diede una prima impostazione al palazzo che diverrà, successivamente, sua residenza e dei suoi successori, incluso mwammCarlo II Manfredi, che diede luogo a molti interventi di rinnovo, tra i quali il loggiato. Oggi presenta ancora tracce del passato medievale, tra cui il colonnato, il salone delle bandiere con il soffitto a cassettoni, la cimasa dove sono riportati alcuni blasoni delle più importanti casate cittadine, la biforacite-ref-2-43-0[43].
• Palazzo del Podestà, opposto al palazzo del Comune, in quanto rappresentava il terzo potere oltre a quello della Signoria (Palazzo Manfredi) e quello del Popolo (la Piazza). Da cronache dell'epoca si ipotizza che fu ultimato nel 1175 e che nel 1270 venne abbattuta la scala che faceva salire al piano superiore per fare posto al balcone del palazzo detto “dell’arengario”, cioè da dove si arringano le follecite-ref-2-43-1[43]. La sala "dell'Arengo" è stata recentemente ristrutturata sulla base di un progetto di riqualificazione comunale. Oggi rimangono intatti i finestroni romanici e la mwanemerlatura mwanighibellina.
• mwangPalazzo Milzetti, in via Tonducci 15, il più importante palazzo neoclassico della regione, con i decori di mwankFelice Giani e l'architettura di mwanoGiuseppe Pistocchi. Oggi sede del mwansMuseo Nazionale dell'età neoclassica in Romagna.
• Palazzo Mazzolani, in corso Mazzini 93, enorme e severa mole incompiuta, il palazzo fu iniziato alla fine del XVII secolo, dotato di un atrio monumentale, è stato completato nella parte destra del fronte nel 1933-34, demolendo edifici preesistenti. Oggi ospita la sede dell'mwaoeISIA. Nell'androne, nella corte interna e in altri spazi sono ospitati i mwaoidepositi del materiale archeologico di proprietà dello Stato.
• mwaoqPalazzo Zauli-Naldi, in corso Matteotti 2, nel XVII secolo venne acquistato da un ramo della famiglia Naldi, dai quali passò, all'estinzione della casata, ai Conti Zauli, da allora Zauli Naldi. Esternamente è caratterizzato da un ampio porticato, detto "loggia della Pagnocca", perché vi veniva distribuito il pane offerto dalla famiglia ai poveri. La parte destra è stata edificata nel 1835 su progetto dell'ingegnere Filippo Antolini.
• mwaoyPalazzo Ferniani, in via Campidori all'angolo con via Naviglio, fu costruito verso la metà del XVIII secolo dai Conti Ferniani su progetto del faentino Gian Battista Boschi, coadiuvato dal bolognese mwaocAlfonso Torreggiani. Nell'angolo del palazzo è posta la bella statua marmorea dell'mwaogImmacolata Concezione, opera dei bolognesi Ottavio e Nicola Toselli.
• Palazzo Severoli, sito nella via omonima, costruito dai Conti Severoli, ospita affreschi di mwaooFelice Giani.
• mwaowPalazzo Cavina, in via Castellani 22, fu costruito intorno al 1740 su progetto di Raffaele Campidori per la famiglia Naldi, acquistato agli inizi del XIX secolo dai Conti Cavina che chiamarono mwao0Felice Giani a decorarlo.
• mwao8Palazzo Zanelli (poi Pasolini Zanelli), in Corso Mazzini 52, edificato intorno al 1750.
• Palazzo Caldesi, nominato anche impropriamente "Case Manfredi", edificio originario del XV secolo e ristrutturato dalla famiglia Caldesi nel 1778 mantenendo alcune parti nel loro aspetto medievale o rinascimentale. Da evidenziare l'arco gotico (mwapeXIV sec.) su via Manfredi, il soffitto a cassettoni nello stesso ambiente, il portico con archi in cotto sul cortile e la soprastante loggetta. Di pregio i fregi cinquecenteschi e le pitture dell’Ottocento: trattasi di quattro tempere di mwapiFelice Giani datate 1820 e di una decorazione successiva del pittore faentino Clemente Caldesicite-ref-44[44].
• mwapgPalazzo Laderchi, in corso Garibaldi 2, fu commissionato nel 1780 dal Conte Ludovico Laderchi all'architetto bolognese Francesco Tadolini, è sede del mwapkMuseo del Risorgimento e dell'età contemporanea. Splendidi sono i decori di mwapoFelice Giani della "Galleria di Psiche" (1794) e dello "Studiolo d'astronomia" (1797).
• mwapwPalazzo Gessi, in corso Mazzini 54, costruito nel 1786 su progetto dell'architetto mwap0Giuseppe Pistocchi.
• mwap8Palazzo Conti o Conti-Sinibaldi, in corso Mazzini 47, progettato da mwaqaGiuseppe Pistocchi nel 1786 e con la galleria decorata da mwaqeFelice Giani.
• Palazzo Cattani, in via Severoli 33, venne ristrutturato nel 1855 dal Marchese Giuseppe Cattani su progetto dell'architetto d'origine ticinese mwaqmCostantino Galli.
• mwaquPalazzo Zucchini, in corso Mazzini 85, commissionato nel 1865 dal Conte Luigi Zucchini, viene realizzato su progetto dell'architetto ingegnere mwaqyAntonio Zannoni, che rielabora i modelli dell'architettura neoclassica faentina. Il piano terreno è scandito da sei arcate, ai piani superiori sono presenti grandi lesene con capitelli corinzi che inquadrano le finestre e sorreggono un elaborato cornicione che riporta gli stemmi di famiglia.
• mwaqgPalazzo Gucci-Boschi, in corso Matteotti 8-10, la cui elegante facciata eclettica, che celebra le battaglie del mwaqkrisorgimento di mwaqoSolferino e San Martino e del mwaqsVolturno, fu realizzata per i conti Gucci Boschi dall'ing. Achille Ubaldini nel 1867.
• mwaq0Palazzo Pasolini, in via Severoli 31, angolo via Pistocchi, modificato alla fine del settecento dall'architetto mwaq4Giuseppe Pistocchi, affrescato nel 1818 da mwaq8Felice Giani. La facciata è stata rifatta nel 1875.
• Casa Valenti, palazzo del XIX secolo, fu progettato dall'ingegner Luigi Biffi con un'insolita forma neogotica ed è arricchito con pregevoli terrecotte.
• mwaryCasa Piani-Pasi, palazzo del 1807 progettato dall'architetto mwarcPietro Tomba.
• mwarkCasa Ricciardelli, edificio del XVII secolo.
Logge
• Loggiato "dei Magistrati" di Palazzo Manfredi, costruito nel 1470 per opera di mwasqCarlo II Manfredi, e successivamente integrato e ricostruito.
• Loggiato di Palazzo del Podestà, di origini settecentesche ma realizzato a imitazione di Palazzo Manfredi.
• Portico dei Signori, o degli Orefici, venne costruito di fronte al mwascDuomo fra il 1604 e il 1611. L'architettura e l'impianto, inclusi gli edifici sovrastanti, sono rimasti pressoché invariati negli anni; al posto degli antichi laboratori artigianali di oreficeria e delle vecchie botteghe nel portico, oggi sorgono negozi moderni, bar e uffici bancari.
• Portico della Pagnocca di mwaskPalazzo Zauli-Naldi, realizzato a cura dei fratelli Naldi nel 1629 come ornamento della testata meridionale della piazza e completamento dell'allora rinnovato Palazzo "del Cremonino" di epoca manfrediana.
• Loggia di Palazzo Bandini-Rossi, o Ricciardelli, si trova in piazza II Giugno. L'antico palazzo venne ristrutturato nel 1840 da mwataPietro Tomba per i conti Ricciardelli. Fu acquistato nel 1842 dai fratelli Rossi di mwateCastel Bolognese. L'unica cosa che resta del palazzo, abbattuto in seguito ai bombardamenti del 1944, è l'interessante attergato con il fondale a due ordini di logge. Quella superiore presenta l'archeggiatura a "mwatiserliana" diffuso da mwatmSebastiano Serlio nel Cinquecento che fu ripreso poi da mwatqPietro Tomba.
• Loggetta del Trentanove, prende il nome dal plasticatore mwatyAntonio Trentanove, che fra il 1775 e il 1780 eseguì quattro grandi statue in stucco per le nicchie del porticato pensile che si costituiva il superstite fondale (attergato) del palazzo Bandini-Rossi. La loggia è costituita da dieci "snelle colonne corinzie", simili a quelle interne del Teatro Masini; in quattro nicchie vi sono le statue che simboleggiano gli elementi acqua, terra, aria, fuoco.
• Loggia dei Fantini (Infantini), o Portico della Carità, che affaccia su Corso Mazzini, ricalca nelle architetture rinascimentali il prototipo fiorentino dell'Ospedale degli Innocenti. In origine l'edificio era l'Ospedale Grande, detto "Casa di Dio", per poi divenire nel mwatg'400 sede delle Opere Pie che probabilmente vi accoglievano i mwatktrovatelli, da cui il nome "Fantini", che sta per "Infantini".
Ville
Sulle colline e nelle campagne attorno a Faenza sorgono alcune delle dimore storiche edificate tra il XVIII e XIX secolo dalla mwatwnobiltà faentina. Di seguito sono riportate le principali ville ubicate nel territorio comunale di Faenza.
• Villa Conti detta delle "Fabbriche", distrutta dalla guerra, della quale sono rimasti i due mwat8propilei ai lati dell'ingresso sulla mwauavia Emilia.
• mwaugVilla Ferniani detta "Case Grandi", contenente una vasta raccolta di ceramiche prodotte dalla manifattura Ferniani.
• Villa Gessi, realizzata a Sarna su progetto dell'architetto ingegnere mwauoAntonio Zannoni.
• mwauwVilla Laderchi detta "Rotonda", costruita tra il 1798 e il 1805 su progetto di mwau0Giovanni Antonio Antolini per il conte Achille Laderchi, con affreschi di mwau4Romolo Liverani.
• Villa Laderchi al Prato.
• Villa Orestina detta "Inquisitora", edificata dai conti Cattoli nel XIX secolo.
• Villa Pasi, progettata da Pietro Tomba nel 1825 per i conti Pasi.
• Villa Rossi detta "San Prospero", durante la mwavmseconda guerra mondiale fu sede di numerose uccisioni compiute dai mwavqnazifascisti.
Architetture militari
Mura e torri
Le mura difensive che ancora oggi circondano la città, rimaste parzialmente intatte sia a causa dell'urbanizzazione sia a causa delle guerre, furono erette nel periodo manfrediano tra il 1380 e il 1470, in sostituzione e ampliamento della precedente cinta muraria mwavwaltomedievalecite-ref-46[46], con uno sviluppo complessivo di oltre 5mwawe km comprendendo anche il mwawiBorgo Durbecco. Erano scandite da mwawmtorrioni (in origine 35, ne restano 26) e da cinque grandi porte, delle quali resta solo quella delle Chiavi. In difesa della città, oltre alle mura cittadine, vi era anche il Ponte Romano, un ponte a tre archi che collegava la città con il Borgocite-ref-47[47], caratterizzato da due torri fortificatecite-ref-48[48], una verso la città (lato ovest), l'altra sul secondo pilone del ponte verso il Borgocite-ref-49[49]. Nel 1842, il fiume mwaxaLamone in piena travolse due archi e la torre est, abbattendola. La torre ovest rimase in piedi, ma alla fine dell'anno il Comune decise di smantellarla.cite-ref-50[50]
Porta delle Chiavi
Sul margine orientale del centro storico, in corrispondenza di mwaxsBorgo Durbecco, si trova la Porta delle Chiavi, eretta nel XVI secolo e unica superstite delle antiche porte di accesso alla città di Faenza. Realizzata in laterizio e impostata su un arco a tutto sesto, costituiva uno dei principali varchi della cinta muraria rinascimentale, collegando il centro urbano con le vie di comunicazione verso mwaxwForlì. La struttura, di sobria eleganza, presenta elementi decorativi riconducibili alla tradizione costruttiva faentina del Cinquecento. Il nome attuale risale al 1857, quando, in occasione della visita di mwax0Papa Pio IX, gli furono simbolicamente donate le chiavi della città, gesto che sancì il legame tra Faenza e il pontefice. La porta, più volte oggetto di restauri e consolidamenti, costituisce oggi una delle poche testimonianze rimaste dell’antico sistema difensivo urbano.cite-ref-51[51]
Torre di Oriolo
Presso il borgo collinare di mwayoOriolo dei Fichi, a sud-est del territorio comunale, sorge la mwaysTorre di Oriolo, un possente mwaywmastio mway0manfrediano del XV secolo a pianta esagonale irregolare, tipico della tipologia architettonica “a doppio puntone”. Costruita a scopo difensivo e di controllo del territorio tra Faenza e la valle del mway4Marzeno, la torre conserva ancora oggi la struttura originaria in laterizio e un notevole stato di integrità. Nel tempo ha assolto anche funzioni di avvistamento e presidio rurale, divenendo uno dei simboli del paesaggio collinare faentino. Oggi è gestita dall’Associazione Torre di Oriolo e ospita regolarmente visite guidate, eventi culturali ed enogastronomici.cite-ref-52[52]
Altro
Piazze
«Appoggiato con la schiena ad una colonna egli guardava il
Duomo
. L'enorme portone di mezzo era socchiuso, e sull'arco del suo vano si agitava lievemente un drappo rosso, segnacolo di qualche festa religiosa in quel giorno; la scalinata di granito pareva più bianca nel sole, la fontana gorgogliava da tutti i propri zampilli. avvolta in un pulviscolo d'acqua tenue come un vapore. Tutto quel largo dinanzi al Duomo e sino in fondo alla piazza rimaneva deserto, nessun fiacchero stazionava ancora presso il caffè, l'omnibus del grande albergo era già ritornato dalla stazione; solo qualche bicicletta passava tratto tratto nel vuoto, silenziosamente.»
(Alfredo Oriani, "Vortice", 1899)
Di seguito sono elencate le piazze cittadinecite-ref-53[53] di maggiore rilevanza:
• Piazza del Popolo: la principale piazza di Faenza, ha cominciato ad assumere la fisionomia odierna nel XV secolo, con la costruzione del loggiato di Palazzo Manfredi, iniziata dopo la trasformazione in signoria dell'antico governo cittadino e con il trasferimento dei mwa0iManfredi stessi nel palazzo comunale. Accoglie gli edifici mwa0mmedioevali del Palazzo del Podestà e di Palazzo Manfredi (oggi sede del municipio), e i loro mwa0qportici ne caratterizzano l'aspetto.
• Piazza della Libertà: Seconda piazza di Faenza a fianco di Piazza del Popolo, non ne è fisicamente separata, ma espone tratti architettonici molto diversi. La facciata del mwa0sDuomo domina su di essa; di fronte vi è il portico degli Orefici e, a lato, la monumentale Fontana maggioremwa0w.
• Piazza Nenni (della Molinella): in origine antico cortile interno del Palazzo Manfredi, si accede a essa da via Pistocchi oppure dalla Piazza del Popolo attraversando il Voltone della Molinella, e al suo interno ha sede, oltre ad alcuni uffici comunali ed esercizi commerciali, il mwa04Teatro Masini.
• Piazza XI Febbraio: piccola area retrostante il Duomo, caratterizzata dal Seminario Vecchio, progettato da Giuseppe Boschi fra 1783 e 1786, l'oratorio di San Pietro in Vincoli e il Vescovado, con elementi duecenteschi, che attualmente ospita il Museo Diocesano.
• Piazzetta della legna: i tratta di un piccolo slargo adibito anticamente allo scarico della legna, configurato nel suo aspetto attuale nei primi anni 1930 con la costruzione dell'allora palazzo delle Poste, un esempio di architettura littoria di mwa1eCesare Bazzani, costituito in particolare da una torre sul cui fianco nel 1939 Giuseppe Casalini realizzò una lunetta con in rilievo alcuni versi della "Rivolta ideale" del letterato faentino mwa1iAlfredo Oriani.
• Piazza II giugno: vuoto urbano creatosi con l'eliminazione del Palazzo Bandini-Rossi, o Ricciardelli, colpito dai bombardamenti del 1944. La piazza è caratterizzata dalla presenza del fondale di Palazzo Bandini-Rossi con la loggetta del Trentanove, l'unica parte superstite dell'edificio, da Palazzo Mazzolani e dall'ingresso di Palazzo delle Esposizioni su Corso Mazzini.
• Piazza Martiri della Libertà: deriva da un grande sventramento operato nel 1937, con la demolizione, per presunte ragioni igienico-sanitarie, degli isolati compresi fra le vie Pescheria e Beccherie. Oggi è adibita a parcheggio (e ad area di mercato) ed è l'area di sosta più vicina alle piazze principali. Nella piazza spiccano il lato di Palazzo del Podestà opposto a Piazza del Popolo e le due opere contemporanee in ceramica di Domenico Matteucci e di Ivo Sassi.
• Piazza San Francesco: spazio con funzioni di sagrato dell'omonima chiesa e parcheggio, al suo interno accoglie un giardino pubblico attrezzato, dove al centro è stato posto il monumento in memoria di mwa1yEvangelista Torricelli (curiosità sulle proporzioni: l'altezza del barometro è inferiore a quella reale, che deve essere di almeno 76mwa1c cm).
• Piazza Rampi: dedicata alla memoria di suor Teresa Rampi, corrisponde al chiostro dell'antico convento di mwa1kSanta Chiara. Di origini medievali, rimase gravemente danneggiato dalla guerra e dall'incuria postbellica, finché venne demolito negli anni 1950. Sulla via Naviglio fra gli anni 1980 e '90 venne realizzato il nuovo palazzo delle Poste progettato da mwa1oFilippo Monti e contemporaneamente si è proceduto al restauro del chiostro e dei fabbricati adiacenti, oggi sede degli uffici dell'Anagrafe comunale. La fisionomia del chiostro è stata mantenuta chiudendo il portico con vetrate al fine di mantenerlo visibile.
• Piazza San Domenico: grande spazio, un tempo adibito a orti cittadini, oggi in parte a sagrato, in parte a verde e in parte a parcheggio. Nel retro di palazzo Rossi, adiacente all'attuale piazza, è visibile la Rotonda Rossi, edificata nell'ex orto del convento, progettata da Costantino Galli nel 1830 e originariamente utilizzata come belvedere e ghiacciaia.
• Piazza Fratti: corrispondente all'area a fronte della demolita Porta Montanara, è caratterizzata dalle intatte mura cittadine, dallo mwa10sferisterio e dall'ingresso di Viale Stradone.
• Piazza Santa Lucia: prende il nome da un antico convento di suore, si tratta di allargamento del Corso Matteotti nel punto di immissione tra via Castellani e via Minardi. Si contraddistingue per la facciata di Palazzo Tassinari e la chiesetta di Santa Margherita.
• Piazza Fra Saba da Castiglione: slargo laterale a Corso Europa nel mwa2aBorgo Durbecco, oggi adibito a parcheggio e a sagrato della mwa2echiesa della Commenda.
• Piazza Santa Maria Foris Portam: sagrato dell'attuale chiesa di mwa2mSanta Maria Vecchia e spazio antistante.
• Piazza Sant'Agostino: sagrato della chiesa di Sant'Agostino.
• Piazza Penna: antico sagrato della soppressa mwa2ychiesa di San Giacomo della Penna.
• Piazza San Rocco: sagrato dell'omonima chiesa antistante.
Borgo Durbecco
Il mwa2wBorgo, espansione esterna dell'abitato di Faenza, si trova ad est delle mura della città, al di là del mwa20fiume Lamone. I primi insediamenti risalgono all'XI secolo. Tra i maggiori monumenti vi sono la chiesa della Santissima Annunziata, la chiesa di Sant'Antonino, la mwa24chiesa della Commenda e la cinquecentesca Porta delle Chiavi, unica superstite delle porte urbane, denominata così in seguito al dono delle chiavi della città a mwa28Papa Pio IX nel 1857.
Monumenti e Statue
• Statua di Evangelista Torricelli: scultore Alessandro Tomba, realizzata nel 1861, marmo bianco, stile neoclassico, raffigura mwa3mEvangelista Torricelli seduto con barometro in mano; situata nell'area verde in Piazza San Francesco.cite-ref-54[54]
• Le statue de “I Quattro Elementi”: opere di mwa3kAntonio Trentanove, collocate nelle nicchie della Loggetta di Palazzo Ricciardelli su basamenti, raffiguranti Aria, Acqua, Fuoco, Terra; stile neoclassico.cite-ref-55[55]
• Monumento alla Resistenza: datato 1976; realizzato in ceramica da Domenico Matteucci; figura stilizzata in stile astratto; posizione su un’aiuola rialzata lato di Viale Baccarini, verso la stazione.cite-ref-56[56]
• Monumento al Generale Pasi: opera pubblica di mwa4qDomenico Rambelli; visibile davanti al Museo delle Ceramiche.cite-ref-57[57]
• Monumento ad mwa4oAlfredo Oriani: sempre di Domenico Rambelli, situato in Largo Toki (di fronte alle scuole medie Lanzoni).cite-ref-58[58]
• Monumento funebre al Generale Evangelista Masi (Massi): autore ignoto, scuola barocca romana; tondo con effigie, stemma, personificazione della Morte alata, marmi di vari colori; situato nel Duomo, nelle cappelle o monumenti funebri.cite-ref-59[59]
Altre statue, sculture e opere in genere sono collocate in varie zone del centro cittadino, documentate e archiviate in un itinerario di visita, il mwa5umuseo all'aperto di opere d'arte contemporanea.
Siti archeologici
Le tracce della mwa5oFaenza romana oggi non sono visibili direttamente, in quanto l'urbanizzazione delle epoche successive ha portato a una completa sovrapposizione edilizia. I reperti ritrovati in seguito agli scavi archeologici presso i siti di ritrovamento sono stati tuttavia recuperati, catalogati e raccolti. Il mwa5spercorso di visita dei siti e dei reperti è gestito dal Servizio Musei dell'Unione della Romagna Faentina.cite-ref-60[60]
Esposizione archeologica di palazzo Mazzolani
Nella corte di mwa6yPalazzo Mazzolani è stata allestita una selezione dei più importanti pavimenti rinvenuti nel corso di mwa6cscavi archeologici della Faenza romanacite-ref-61[61]cite-ref-62[62]. L’arco cronologico di realizzazione di questi mosaici copre un periodo dal I al VI secolo d.C. Nella mwa7aFaventia romana erano presenti domus di vasta estensione, caratterizzate dalla presenza di mosaici estremamente raffinati. Il complesso dei materiali conservati a Palazzo Mazzolani è estremamente interessante e copre un arco cronologico vastissimo, che va dalla preistoria alla tarda antichità.
Aree naturali
Faenza vanta numerosi parchi e aree verdi di pregio, ciascuno con caratteristiche distintive, tra cui:
• Il Parco Buccicite-ref-63[63], principale polmone cittadino, unisce ampi specchi d’acqua a una ricca varietà di specie arboree e faunistiche;
• Il Parco della Rocca (Il Tondo), il più antico giardino pubblico, conserva tracce storiche legate alle mura manfrediane;
• Il Parco Tassinari mantiene l’impianto ottocentesco di un giardino privato, con laghetto, bambù e ghiacciaia;
• Il Parco della Magione integra una variegata vegetazione con resti delle mura e un torrione medievale;
• Il Parco Mita e il Parco Veniero Lombardi (Punta degli Orti) sono spazi di aggregazione e svago con aree gioco e impianti sportivi;
• L'Olmatello, punto panoramico raggiungibile da un sentiero, funge da corridoio ecologico tra città e campagna;
• Il Parco delle Ginestre, nato dalla rinaturalizzazione di una cava, è oggi un’oasi naturalistica e paleontologica, conosciuta per la fioritura primaverile e i ritrovamenti fossili.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune sono mwa8o6 483, ovvero il 12,68% della popolazione.cite-ref-65[65]
Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-66[66]:
1. mwa9yAlbania, mwa9c1 012
2. mwa9kRomania, mwa9o998
3. mwa9wMarocco, mwa90969
4. mwa98Moldavia, mwa-a826
5. mwa-iSenegal, mwa-m508
6. mwa-uUcraina, mwa-y346
7. mwa-gCina, mwa-k222
8. mwa-sPolonia, mwa-w208
9. mwa-4Nigeria, mwa-8160
10. mwa-eTunisia, mwa-i129
Lingue e dialetti
Del faentino è caratteristica l'uscita in -eia dei corrispettivi vocaboli in italiano che terminano in -ia: bugia-mwa-0busèia, farmacia-mwa-4farmazèia; interessanti anche le forme delle tre persone singolari del pronome possessivo femminile: mia-mwa-8meia, tua-mwbaatova, sua-mwbaesova.cite-ref-68[68]
L’infinito dei verbi a Faenza termina in “é” stretto, nelle altre città romagnole esce in “ä”: cantare-mwbaccanté-mwbagcantä, entrare-mwbakintré-mwbaointrä, mangiare-mwbasmagné-mwbawmagnä. Altra inflessione faentina è “il volgere sovente la d in g”, come capita per: tedio-mwba0ategi, bandiera-mwba4bangera, invidia-mwba8invigia, misericordia-mwbbamisericorgia, obbediente-mwbbeubigènt o “permutare il suono c in z aspra”, vedi: facile-mwbbifàzil, domicilio-mwbbmdumizeli, cervello-mwbbqzervél, accidia-mwbbuaczidia.cite-ref-69[69]
Rispetto al vicino dialetto forlivese, anch’esso classificato come "centrale"cite-ref-70[70]cite-ref-71[71], il faentino conserva termini arcaici e varianti consonantiche diverse: ad esempio *zòcar* in faentino per “scarpa di legno” contro *sciòcar* in forlivese, oppure *sfrécc* per “scheggia” contro *sbrécc*.cite-ref-72[72]
Queste differenze, insieme a particolari sviluppi vocalici e consonantici, rendono riconoscibile la parlata faentina, che continua a essere oggetto di studi e pubblicazioni, tra cui il mwbcgVocabolario faentino e italiano di Don Giorgio Antonio Morini.cite-ref-73[73]
A Faenza ha sede la Filodrammatica "A. P. Berton", una delle prime filodrammatiche d'Italia, fondata nel 1883. È un'associazione estremamente attiva dal punto di vista teatrale, rinomata in particolare per le commedie in mwbc4lingua romagnola, contribuendo a mantenerne vivo l'uso e l'interesse, oltre alle iniziative culturali locali.cite-ref-74[74]cite-ref-75[75]
Religione
Faenza è sede di una mwbdkdiocesi della Chiesa cattolica.
La patrona di Faenza e della Diocesi è la Beata Vergine delle Grazie. La fede nella Santa Patrona nasce dall'apparizione della Vergine, invocata da una devota, Giovanna, durante la peste del 1412cite-ref-76[76]. Nell'iconografia la Madonna è raffigurata con le braccia levate in alto mentre impugna sei frecce infrante, evocazione della pestilenza estinta per la sua intercessionecite-ref-77[77]. La sacra immagine fu affrescata come ex voto su una parete (mwbemin muro sub pontile) della Chiesa di San Domenico. Il 12 maggio 1420 fu consacrata, all'interno della chiesa, una cappella dedicata alla Vergine. Da allora la seconda domenica del mese di maggio è la Festa della Madonna delle Graziecite-ref-78[78] (attualmente la ricorrenza è stata anticipata al sabato). Nel 1631, in occasione di una mwbegnuova epidemia di peste, l'immagine fu incoronata.
Dal 1762 la Madonna delle Grazie è venerata nel mwbeoDuomo, in un altare marmoreo a lato del mwbespresbiterio. Nell'aprile 1781 uno sciame sismico colpì Faenza. La prima forte scossa fu avvertita la sera del 4 aprile; altre ne seguirono. I faentini offrirono alla Vergine le chiavi della Città in atto simbolico di sottomissione. Tutte le repliche della prima scossa furono di minore intensità, ragion per cui il 20 maggio 1781 il municipio istituì il 4 aprile come giorno di festacite-ref-79[79]. La città elesse la Vergine delle Grazie come patrona.
Tradizioni e folclore
Palio del Niballo
Il mwbfkPalio del Niballo è la principale rievocazione storica di Faenza e si svolge la quarta domenica di giugno. Istituito nel 1959, trae ispirazione dalle antiche giostre medievali documentate in città sin dal XII secolo, quando era nota come mwbfoGiostra del Barbarossa o mwbfsQuintana del Niballocite-ref-81[81]. La competizione vede sfidarsi i cavalieri dei cinque rioni cittadini — Giallo, Nero, Rosso, Verde, Borgo Durbecco — in una gara di abilità e precisione con la lancia contro il bersaglio del “Niballo”, figura che raffigura il condottiero cartaginese mwbgaAnnibale, nemico storico di Roma.
Lòm a Mêrz
Gli ultimi di febbraio e il primo di marzo sono i giorni dei mwbgmLòm a Mêrz, i tradizionali “fuochi di marzo” tipici della mwbgqRomagna rurale. I contadini accendono grandi falò con rami secchi, e residui di potatura, per propiziare un raccolto abbondante e scacciare l’inverno. Oggi l’evento è accompagnato da canti popolari, degustazioni eno-gastronomiche e momenti di socialità nelle campagne e nelle frazioni del territorio.
Istituzioni, enti e associazioni
Faenza ospita diverse istituzioni e realtà significative a livello regionale e nazionale. Tra le strutture sanitarie, l'ospedale pubblico di riferimento è l'Ospedale degli Infermi, che serve l'intera area della mwbgcRomagna faentina. Accanto ad esso, è presente il San Pier Damiano Hospital, un ospedale privato accreditato con il mwbggServizio Sanitario Nazionale, specializzato in interventi di chirurgia bariatrica, urologia e ginecologia.cite-ref-82[82]cite-ref-83[83]
Cultura
Archivi e biblioteche
Biblioteca Comunale Manfrediana
La mwbhsBiblioteca Comunale di Faenza ha sede nell'ex-convento dei Servi di Maria, adiacente all'omonima chiesa sconsacrata nel 1954. Il primo nucleo librario risale al tempo delle soppressioni napoleoniche delle Corporazioni religiose (1797). Nel 1804 l'abate Zannoni, divenuto bibliotecario a vita, arricchì la biblioteca dei suoi fondi personali: edizioni di classici greci e latini, opere d'antiquariato e di pregio. Superato il dominio napoleonico, la biblioteca venne aperta ufficialmente al pubblico il 25 novembre 1818. L'Aula Magna si trova al primo piano. Allo stesso piano è l'aula di maggior pregio architettonico: la "Sala settecentesca", dotata di scansie laccate, eseguite nel 1784. Ebbe la funzione di archivio notarile cittadino, fino al 1923, quando gli atti furono trasferiti in altra sede. Nella biblioteca sono conservati numerosi fondi, tra i quali sono da annoverare: il fondo dei conti Zauli Naldi, raccolto da mons. mwbhwDomenico Zauli, il fondo filosofico donato da mons. mwbh0Vincenzo Poletti, il fondo donato da mons. Carlo Mazzotti, le raccolte dei disegni di mwbh4Romolo Liverani e di mwbh8Domenico Rambelli, il fondo dei disegni di mwbiaGiuseppe Pistocchi, la più ricca collezione di scatole di fiammiferi di epoca Liberty presente in Italia (circa 35.000 esemplari), il Codice 117 (mwbieBonadies), manoscritto musicale del '400. Secondo una leggenda nata nel medioevo, all'interno del pozzo presente nel piazzale, si celerebbe un basilisco.
Polo Archivistico Faentino
Il Polo Archivistico di Faenza, sezione dell'mwbiqArchivio di Stato di Ravenna, è un istituto che conserva milioni di documenti che raccontano la storia del territorio, dall’mwbiuAlto Medioevo fino ai giorni nostri.cite-ref-84[84]cite-ref-85[85]
Archivio Fototeca Manfrediana
L'archivio storico Fototeca Manfrediana dispone di una collezione di circa diecimila immagini storiche di Faenza. Dal 2010 è gestito dall'associazione di promozione sociale mwbjaFototeca Manfrediana A.P.S. - E.T.S. La fototeca si occupa di archiviazione e recupero di materiale fotografico riguardante la città e i suoi dintorni, documentando i cambiamenti sociali, urbanistici e culturali dal 1860. L'associazione promuove la diffusione e la pratica della fotografia sul territorio faentino e organizza mostre e concorsi.cite-ref-86[86] Le fotografie facenti parte dell'archivio storico sono rese disponibili attraverso un mwbjuportale webcite-ref-87[87].
Ricerca
Parco Scientifico e Tecnologico Torricelli
Il Parco Torricelli delle Arti e delle Scienze Faventia costituisce un polo internazionale per lo sviluppo, ricerca e innovazione dei materiali (in particolare: mwbj0ceramici, mwbj4compositi, inorganici, ibridi, mwbj8polimerici, massivi, mwbkaporosi, laminari, multifunzionali, nano-strutturati), mwbkeefficienza energetica, mwbkitransizione energetica, mwbkmeconomia circolare e mwbkqsostenibilità ambientale.cite-ref-88[88]cite-ref-89[89]cite-ref-90[90]
È sede del Tecnopolo di Ravenna e Faenza, parte della rete Alta Tecnologia - Regione Emilia-Romagna.
Sono incluse competenze sulle tecnologie, i processi e le tecniche di caratterizzazione dei materiali volti alla innovazione e alla loro industrializzazione tenendo conto dell’eco-design in un’ottica di economia circolare. Sono presenti inoltre un laboratorio che realizza prototipazione in ambito meccanico e ICT, laboratori di ricerca e formazione e un incubatore per neo imprese.
A fine 2022 nasce formalmente il C-Hub, tavolo di coordinamento tra istituzioni, imprese e laboratori di ricerca per la promozione delle competenze di ricerca e professionalità nel comparto dei materiali innovativi, compositi e ceramici, a livello nazionale e internazionale.cite-ref-91[91]
Polo di Tebano
Un importante polo di ricerca e sperimentazione in campo vitivinicolo è il Polo Tecnologico di Tebano, situato a pochi chilometri dalla città, specializzato nello studio e nello sviluppo di tecniche innovative per l’mwbloagricoltura e in particolare per la mwblsviticoltura.cite-ref-92[92] A livello formativo, un ruolo di rilievo è svolto dall’Istituto Persolino-Strocchi, che offre indirizzi dedicati all’mwbmaagronomia, alla viticoltura ed enologia, in collaborazione con imprese e istituzioni locali.cite-ref-93[93]
Scuole
Nel territorio comunale sono presenti 9 indirizzi di mwbmcscuola primaria di primo gradocite-ref-94[94] e 7 indirizzi di mwbmwscuola secondaria di primo gradocite-ref-95[95]. Tra le mwbnescuole secondarie di secondo gradocite-ref-96[96] e gli mwbnyistituti professionali, sono menzionabili:
• Istituto Tecnico e Professionale statale "Luigi Bucci"
• Istituto Tecnico statale "Alfredo Oriani"
• Istituto Professionale statale "Persolino-Strocchi"
• Liceo paritario "S. Umiltà"
• Istituto Professionale paritario "Ugo Foscolo"
Università
A Faenza sono presenti 4 indirizzi mwboeuniversitari o di corrispettivo livellocite-ref-97[97].
L'mwbocIstituto superiore per le industrie artistiche di Faenza è uno dei quattro presenti in tutta Italia. È un istituto statale di alta formazione che si occupa della ricerca e sperimentazione nel settore del mwbogdisegno industriale. Gli ISIA fanno parte del comparto AFAM, sotto l'egida del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Sono presenti inoltre alcune sedi dell'mwbooUniversità di Bologna del Campus di Ravenna:
• Dipartimento di mwbo0Chimica Industriale "Toso Montanari", che ospita un corso di laurea in Chimica e tecnologie per l'ambiente e i materiali e un mwbo4Master di primo livello in mwbo8materiali compositi
• Facoltà di mwbpeAgraria, in località Tebano, che ospita un corso di laurea in mwbpiViticoltura ed mwbpmEnologia
• Facoltà di mwbpuMedicina e mwbpyChirurgia, che ospita un corso di laurea in mwbpcInfermieristica e un corso di laurea in mwbpgLogopedia
Musei
Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC)
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Espressione dell’arte ceramica nel mondo
Il MIC, grazie alla rilevanza internazionale, le esposizioni, i convegni e gli eventi, è stato accolto dal Club UNESCO di Forlìcite-ref-99[99] con il titolo di “Espressione dell’arte ceramica nel mondo”cite-ref-ravennatoday-it-100-0[100] e inserito tra i "Monumenti testimoni di una cultura di pace" secondo il programma dell'organizzazione lanciato nell’anno 2000, anno per la Cultura di Pace.
Fu fondato nel 1908 da mwbqwGaetano Ballardini, che 8 anni più tardi fonderà l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica G. Ballardini ora a lui dedicato. Fra le personalità che fecero parte del comitato istituito dal Ballardini a sostegno della nascita del museo vi fu anche il mwbq0forlivese mwbq4Tito Pasqui.cite-ref-101[101]
Il museo è diventato un importante centro culturale di ricerca e di documentazione per la ceramica di tutto il mondo e può proporre al pubblico un'ampia campionatura di quanto è stato prodotto dall'antichità classica fino all'epoca moderna. Il percorso prende avvio con le mwbrqceramiche precolombiane, proposte con il supporto di una raffinata didattica, cui seguono quelle dell'antichità classica dalla mwbrupreistoria all'mwbryepoca romana - e quindi i manufatti provenienti dall'mwbrcEstremo Oriente (mwbrgCina, mwbrkGiappone, mwbroCorea) e dal mwbrsMedio Oriente. Al piano superiore del vecchio quadrilatero è presentata l'evoluzione delle mwbrwceramiche di Faenza dal mwbr0Basso Medioevo al mwbr4Rinascimento, che può essere messa a confronto con la produzione del Rinascimento italiano, ripartita per le varie regioni.
Una sezione illustra i successivi sviluppi della ceramica italiana dal Seicento all'Ottocento, dove è possibile ammirare le settecentesche ceramiche faentine della manifattura dei Conti Ferniani, mentre nella Sala Europa si può ammirare una selezione dei prodotti delle principali manifatture mwbsqeuropee. Di notevole interesse è il presepe Zucchini, esposto in una sala apposita, raro esempio di presepe monumentale faentino ottocentesco realizzato per la famiglia dei Conti Zucchini dallo scenografo mwbsuRomolo Liverani. Il Museo non si rivolge solo alle ceramiche del passato, ma è attento a quanto ancora oggi si produce nel settore. Ecco allora i vasti spazi dedicati al contemporaneo che prende le mosse dalle opere dei Premi Faenza, un concorso internazionale che si celebra dal 1938. La sezione accoglie, oltre ad una selezione di mwbsydesigner, anche capolavori di artisti universalmente riconosciuti come mwbscPicasso, mwbsgMatisse, mwbskGeorges Rouault, mwbsoFernand Léger, mwbssChagall, mwbswSalvatore Fancello, mwbs0Lucio Fontana, Leoncillo, mwbs4Alberto Burri, mwbs8Arturo Martini, mwbtaFausto Melotti, mwbteUgo Nespolo, mwbtiEnrico Baj, mwbtmArman, mwbtqSebastian Matta. Infine, nella nuova sala conferenze, il visitatore può accedere a una multivisione sulla genesi del Museo.
Museo Nazionale dell'Età Neoclassica in Romagna
In età neoclassica, architetti come mwbuyGiuseppe Pistocchi, mwbucGiovanni Antonio Antolini, mwbugPietro Tomba e artisti come mwbukFelice Giani e i suoi seguaci, lo scultore mwbuoAntonio Trentanove, mwbusGiovan Battista Ballanti Graziani, furono artefici di una profonda trasformazione culturale della città. mwbuwPalazzo Milzetti (poi Rondinini) rappresenta l'esito senza dubbio più alto del neoclassismo faentino, per la straordinaria integrazione tra l'architettura, la decorazione e l'arredo, permettendo di restituire ai visitatori l'esperienza della vita della nobiltà faentina dell'inizio del XIX secolo.
Il palazzo fu acquistato nel 1973 dallo Stato italiano, ed è stato aperto al pubblico nel 1979, dopo un lungo e accurato restauro.
Pinacoteca Comunale
La mwbvyPinacoteca ha origine nel 1797, quando l'amministrazione comunale acquistò un'importante collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti dall'artista Giuseppe Zauli, cui ben presto si aggiungessero altre opere d'arte, provenienti dai mwbvcconventi e dalle mwbvgchiese soppressi in forza delle leggi mwbvknapoleoniche. Essa venne aperta al pubblico nel 1879, nell'ex convento dei mwbvoGesuiti, poi chiamato Palazzo degli Studi e sede del mwbvsLiceo ginnasio statale Evangelista Torricelli. Da allora, e fino ai nostri giorni, il patrimonio artistico è stato notevolmente aumentato da ricche donazioni di privati, da depositi di Enti pubblici, dai reperti archeologici emersi a seguito delle attività edilizie. Tra le opere più importanti esposte: mwbvwMadonna con bambino e S. Giovanni in terracotta di mwbv0Alfonso Lombardi; mwbv4Madonna col bambino e i santi Michele e Andrea del mwbv8Palmezzano; mwbwaS. Girolamo, di mwbweDonatello (una delle poche statue in legno dell'artista), mwbwiSan Giovannino di mwbwmBenedetto da Maiano, mwbwqMadonna col bambino, Angeli e i Santi Domenico, Andrea, Giovanni Evangelista e Tommaso d'Aquino di mwbwuBiagio d'Antonio, mwbwyMadonna con il Bambino, putti musicanti, San Giovanni Evangelista e il Beato Giacomo Filippo Bertoni del Maestro della Pala Bertoni; mwbwcFiori, uva e due Uccelli di mwbwgFrancesco Guardi; mwbwkCane e sporta di mwbwoArcangelo Resani; mwbwsLe Rive della Tessaglia di mwbwwGiorgio de Chirico (1926); Natura morta di mwbw0Giorgio Morandi (1953).cite-ref-italiaperturisti-104-0[104]
Museo del Risorgimento e dell'età contemporanea
Inaugurato nel 1904 e dal 2009 allestito nel piano nobile del restaurato mwbxqPalazzo Laderchi, il mwbxuMuseo del Risorgimento e dell'età contemporanea di Faenza offre una raccolta di cimeli e documenti che riguardano personaggi ed eventi storici di Faenza e dintorni a partire dal 1790, data dell'arrivo delle truppe napoleoniche in città, passando per l'mwbxyUnità d'Italia, fino al 1945.
Museo Civico di Scienze Naturali "Domenico Malmerendi"
Il mwbxkMuseo Civico di Scienze Naturali nasce formalmente nel 1980, dopo la scomparsa del geometra faentino Domenico Malmerendi, dal giorno in cui la sua collezione mwbxoornitologica ed mwbxsentomologica diviene a tutti gli effetti proprietà pubblica. Ospitando inoltre una raccolta di mwbxwfauna a mwbx0mammiferi e una sezione abiologica con mwbx4fossili e mwbx8minerali, attualmente risulta essere l'Istituto scientifico naturalistico più importante e ricco della provinciacite-ref-105[105]. L'edificio museale sorge al centro di un'ampia area verde di oltre 12.000 metri quadrati di superficie, un tempo impiantata a vivaio e oggi trasformata in mwbyqgiardino botanico.
Musei d'arte contemporanea
• mwbygMuseo all'aperto di opere d'arte contemporanea: si presenta con oltre 70 opere allestite all'aperto e negli spazi di accesso pubblico, fra ceramiche, sculture, bassorilievi, altorilievi ecc. che documentano cronologicamente l'evoluzione dei vari stili e l'intreccio fra artisti quali mwbykRambelli, Matteucci, mwbyoBiancini, mwbysSpagnulo, Nagasawa, mwbywSottsass, mwby0Zauli, Sartelli, Stahler, Bombardieri e molti altri. Nel sito del Comune è disponibile una catalogazione completa delle opere con la relativa geolocalizzazione.
• mwby8Museo Settore Territorio: collezione d’arte contemporanea allestita nei locali del Palazzo Comunale di via Zanelli.
Altri musei
• Museo Torricelliano: raccolta dei materiali dello scienziato mwbzmEvangelista Torricelli.cite-ref-106[106]
• mwbzkMuseo diocesano d'arte sacra: museo di arte sacra.cite-ref-107[107]
• mwbz8Museo Carlo Zauli: museo laboratorio del ceramista mwbaaCarlo Zauli.
• mwbaiMuseo di San Francesco: sezione della chiesa omonima e testimonianza del mwbamtardo barocco faentino.
• mwbauMuseo Ceramico Ferniani: ospitato nella villa omonima, include una vasta collezione di mwbaymaioliche prodotte dalla Fabbrica Ferniani.
• Museo Bottega Gatti: museo di opere del ceramista mwbagRiccardo Gatti.cite-ref-108[108]
• Museo Tramonti: casa-museo dell'artista mwba4Guerrino Tramonti.cite-ref-109[109]
• Museo dell'Ospedale e Chiesa di S. Giovanni di Dio: chiesa con dipinti del settecento di Giovanni Gottardi, annessa all'Ospedale degli Infermi, con sala museale attigua.cite-ref-110[110]
• Museo e Osservatorio Sismologico Comunale "R. Bendandi": osservatorio e biblioteca del sismologo mwbbkRaffaele Bendandi.
• Museo Goffredo Gaeta: museo ricavato dallo studio-laboratorio del ceramista mwbbsGoffredo Gaeta.cite-ref-111[111]
• Casa museo - Studio d’arte Ivo Sassi: museo ricavato dallo studio-laboratorio del ceramista Ivo Sassi.cite-ref-112[112]
• Casa e Giardino della Scultura Ivo Sassi: inaugurato nel 2021 presso la Casa museo del maestro a Santa Lucia, comprende un giardino scultoreo che ospita circa 40 opere.cite-ref-113[113]
Media
Stampa
• (dal 1845) "mwbc4Lunêri di Smémbar", probabilmente il più vecchio mwbc8lunario d’Italia tra quelli esistenticite-ref-114[114]; ancora oggi è tra i calendari più acquistati dai mwbdqromagnolicite-ref-115[115]
• (dal 1899) "Il Piccolo", settimanale mwbdodiocesano
• (dal 1996) "Sette Sere", settimanale
Radio
Televisione
• Tele1, storica emittente locale e regionale, dal 2014 di proprietà dell'imolese Di.TVcite-ref-117[117]
Arte
L’attività artistica di Faenza si configura storicamente come un sistema integrato tra mwbe0arti figurative e mwbe4arti applicate, con una continuità che dal mwbe8Rinascimento giunge alla mwbfacontemporaneità. La produzione ceramica, sviluppata in ambito di mwbfebottega e non riconducibile in prevalenza a singole individualità nel periodo rinascimentale, costituisce il nucleo originario di tale identità, affiancandosi nel tempo a esperienze pittoriche, plastiche e decorative in dialogo con i principali movimenti artistici dell’Italia centro-settentrionale.
Tra XVIII e inizio XIX secolo, in mwbfmetà neoclassica, Faenza si afferma come centro di rilievo nel panorama emiliano-romagnolo grazie all’attività di artisti quali mwbfqFelice Giani e mwbfuGiovan Battista Ballanti Graziani, le cui opere contribuiscono alla diffusione di un linguaggio aggiornato ai modelli accademici europei, in stretta relazione con architettura e arti decorative.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la città partecipa ai processi di rinnovamento del linguaggio artistico attraverso il cosiddetto mwbfccenacolo baccariniano, gravitante attorno alla figura di mwbfgDomenico Baccarini, che promuove un dialogo tra mwbfksimbolismo, suggestioni mwbfoliberty e arti applicate. In questo contesto si inseriscono anche le ricerche di mwbfsFrancesco Nonni e mwbfwPietro Melandri, orientate alla ridefinizione del rapporto tra tradizione artigianale e sperimentazione formale.
Nel secondo Novecento, l’opera di mwbf4Carlo Zauli segna un passaggio decisivo verso il riconoscimento della ceramica come linguaggio scultoreo autonomo, inserendo Faenza nel dibattito internazionale dell’arte contemporanea. Tale continuità tra tradizione manifatturiera, ricerca artistica e innovazione costituisce uno degli elementi distintivi del profilo culturale della città.
Ceramica
Faenza è storicamente e internazionalmente nota per la produzione di ceramica artisticacite-ref-3-9-1[9]cite-ref-4-10-1[10]cite-ref-5-11-1[11]cite-ref-6-12-1[12]. Il toponimo stesso della città è diventato sinonimo di ceramica (mwbhcmaiolica) in molte lingue, tra cui il francese mwbhgmwbhkfaïence e l’inglese mwbhofaience. Le prime fabbriche ceramiche nacquero a Faenza nel mwbhsI secolo a.C.. A favorire la produzione di ceramica sono state probabilmente le caratteristiche dei tipi di mwbhwargille reperibili nelle acque del fiume mwbh0Lamone. Tuttavia Faenza diverrà celebre per le sue ceramiche nel corso del mwbh4Rinascimento. La ceramica di Faenza è la cosiddetta mwbh8maiolica (o “faenza smaltata”), ovvero ceramica dotata di un rivestimento vetroso opacizzato con l’mwbiaossido di stagno, un prodotto che seguirà un lento e costante sviluppo sia nella tecnica ceramista sia nei cromatismi e decorazioni, per raggiungere l’apice del successo nel XVI secolocite-ref-118[118], in particolare grazie ai "mwbiuBianchi di Faenza".
In città sono attive numerose botteghe d'arte ceramicacite-ref-119[119], sia di produzione tradizionale sia di stile contemporaneo, la cui attività e sviluppo vengono tutelati e promossi dall'Ente Ceramica Faenzacite-ref-enteceramica-it-120-0[120] e dall'Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC)cite-ref-121[121] per mezzo di eventi e fiere che richiamano annualmente appassionati e artigiani da tutto il mondo. Sono comuni e caratteristiche le opere in ceramica, donate dagli artisti, spesso collocate in parchi e giardini comunali oppure al centro di rotonde, isole di traffico o altre strutture.
Neoclassicismo
Il mwbjwNeoclassicismo fu il momento culturale e artistico che caratterizzò la città, in particolare tra il 1780 e il 1820. L’eccezionale realizzazione di edifici, dipinti, sculture, decorazioni e arredi, con il coinvolgimento di artisti e botteghe artigiane, rese Faenza un punto di riferimento per l'arte neoclassica in tutta Europa. Furono di grande rilievo le opere di architetti e artisti quali mwbj0Giuseppe Pistocchi, mwbj4Giovanni Antonio Antolini, mwbj8Pietro Tomba, mwbkaFelice Giani, mwbkeAntonio Trentanove, mwbkiGiovan Battista Ballanti Graziani, mwbkmRomolo Liverani. Massimo esempio dell'arte neoclassica faentina e romagnola è incarnato dall'edificio di mwbkqPalazzo Milzetti, oggi museo nazionale.
Arte contemporanea
Faenza dimostra di essere particolarmente legata alla sua identità culturale artistica, offrendo sin dai primi anni del mwbkc'900 i suoi spazi per accogliere, promuovere e tutelare rigorosamente opere quali dipinti, sculture, allestimenti, altorilievi, bassorilievi e soprattutto ceramiche, di artisti contemporanei locali, nazionali e internazionali. Queste sono allestite sia in spazi museali (Museo Settore Territorio) sia in un vero e proprio "mwbkgMuseo all'aperto" cittadino, catalogate con la relativa geolocalizzazione.
Teatro
Il principale spazio teatrale della città è il mwbksTeatro comunale Angelo Masini, costruito nel 1780 su progetto di mwbkwGiuseppe Pistocchi e inaugurato nel 1788 con l’opera "Caio Ostilio"; dal 1903 è intitolato al tenore mwbk0Angelo Masini e vanta una capacità di circa 500 posti, con restauro finale completato tra il 1984 e il 1990.
Accanto al teatro comunale, la vita culturale faentina è animata da numerose realtà teatrali e associative, tra le quali:
• Filodrammatica Berton, compagnia amatoriale storica, con sede presso il Teatro dei Filodrammatici, attiva in rassegne e spettacoli di tradizione dialettale e contemporanea.cite-ref-123[123]
• Teatro Due Mondi APS, compagnia fondata nel 1979 e impegnata nel teatro di strada, impegno civile, pedagogia teatrale, produzione e promozione culturale; gestisce dal 2003 la Casa del Teatrocite-ref-124[124] e ha realizzato centinaia di rappresentazioni a livello internazionale.cite-ref-125[125]cite-ref-126[126]
• Accademia Perduta / Romagna Teatri, che organizza eventi e rassegne in vari teatri della Romagna, tra cui il Teatro Masini.cite-ref-127[127]
• Start Associazione Culturale, attiva a partire dal 2005, che offre corsi di teatro per bambini, ragazzi e adulti, oltre a corsi di canto, pittura e disegno.cite-ref-128[128]
• Nostrarte, associazione culturale che organizza eventi e rassegne artistiche a Faenza, tra cui spettacoli teatrali, concerti e attività per bambini. È attiva anche nella gestione del Cinema Teatro Fellini e collabora con altre realtà culturali del territorio.cite-ref-129[129]
• Acsè APS, associazione di promozione sociale fondata nel 2017, nata dall’unione di “Siparium Mirabiliae” e “La Lampada”, attiva nella promozione delle arti e della cultura romagnola, anche attraverso il teatro.cite-ref-132[132]
• GAT.ER – Gruppo Attività Teatrali Emilia-Romagna, APS che promuove la cultura teatrale con laboratori permanenti (ad es. a Fognano) e la “Giornata del Teatro Amatoriale”.cite-ref-133[133]
• Teatro Mercurio Associazione culturale, attiva in spettacoli di prosa, laboratori didattici, spettacoli per bambini e progetti cinematografici.cite-ref-134[134]
• Compagnia delle Feste, gruppo teatrale che opera presso il Teatro Fellini, proponendo spettacoli e rassegne rivolti a un pubblico eterogeneo.cite-ref-135[135]
• Compagnia Teatrale Angelo Solaroli, attiva a Palazzo Mazzolani, con repertorio che spazia dal teatro classico a quello moderno.cite-ref-136[136]
• Compagnia del Cancello e Compagnia L’InStabile, che svolgono la loro attività teatrale presso il Teatro San Giuseppe Artigiano, con spettacoli di carattere amatoriale e popolare.cite-ref-137[137]
Cinema
Faenza presenta una scena cinematografica riconoscibile, costruita attorno a festival e rassegne che valorizzano il mwbpocinema indipendente e di ricerca. Un ruolo centrale è svolto dal mwbpsNOAM Faenza Film Festival, appuntamento annuale dedicato al cinema mwbpwnordamericano e mwbp0d’autore, che propone concorsi, anteprime e incontri, favorendo il dialogo tra pubblico, autori e critica. Accanto al festival, la città offre una programmazione continuativa attraverso proiezioni speciali e rassegne al Cinema Sarti, spesso legate a temi culturali e musicali, e una forte tradizione di mwbp4cinema all’aperto con l’Arena Borghesi, che durante l’estate propone film recenti, classici restaurati e serate a tema.
Film girati e/o ambientati a Faenza:
• mwbqimwbqmLa Pupa (1963), regia di mwbqqGiuseppe Orlandini - Diverse scene furono girate nel centro storico: in piazza della Libertà, in corso Matteotti e presso la Rotonda Rossi, riconoscibili in alcune sequenzecite-ref-138[138].
• mwbqomwbqsLa Cina è vicina (1967), regia di mwbqwMarco Bellocchio - Ambientato in Romagna, venne girato tra Imola, Dozza e Faenza, che compare in alcune riprese di esternicite-ref-139[139].
• mwbrimwbrmCorbari (1970), regia di mwbrqValentino Orsini - Le riprese iniziarono a Faenza con scene girate in piazza del Popolo, sulla scalinata del Duomo e all’interno del palazzo comunale, oltre che nelle campagne di Tebanocite-ref-140[140]
• mwbromwbrsIl Presidente del Borgorosso Football Club (1970), regia di mwbrwLuigi Filippo D'Amico - Alcune sequenze furono girate allo stadio Bruno Neri, utilizzato come campo della squadra protagonista.
• mwbr4mwbr8Fuori uno... sotto un altro, arriva il Passatore (1972), regia di mwbsaGiuliano Carnimeo - Presenta riprese a Faenza, tra cui la villa della Contessa in via Firenzecite-ref-141[141]cite-ref-142[142].
• mwbsomwbssPermettete signora che ami vostra figlia? (1974), regia di mwbswGian Luigi Polidoro - Parte delle scene in esterni furono girate a Faenza, oltre che a Bagnacavallo e nelle Valli di Comacchiocite-ref-143[143].
• mwbtimwbtm40 gradi all’ombra del lenzuolo (1976), regia di mwbtqSergio Martino - L’episodio mwbtuLa cavallona, con mwbtyEdwige Fenech e mwbtcTomas Milian, è ambientato a Faenza e venne effettivamente girato in cittàcite-ref-144[144].
• mwbt0mwbt4Gli occhi, la bocca (1982), regia di mwbt8Marco Bellocchio - Girato in parte a Faenza, che compare in numerose scene ambientate nel centro storicocite-ref-145[145].
• mwbuumwbuyL'appassionata (1988), regia di mwbucGianfranco Mingozzi - La casa della protagonista, che nella finzione si trova a Bologna, è in realtà un edificio di corso Mazzini, nello specifico il loggiato degli Infantinicite-ref-146[146].
• mwbu0Ladronaia (1993), regia di Andrea Pedna - Film indipendente ambientato in Romagna, con riprese effettuate anche a Faenza e nei dintornicite-ref-147[147].
• mwbvmIl più lungo giorno (1998), regia di Roberto Riviello - Biografico su mwbvqDino Campana, poeta di Marradi: alcune scene ricostruiscono l’infanzia e il collegio a Faenzacite-ref-148[148].
• mwbvomwbvsIl caso Pantani - L'omicidio di un campione (2020), regia di Domenico Ciolfi - Tra le varie location romagnole figura anche Faenza, dove furono girate alcune sequenze ambientate nella villa di Pantanicite-ref-149[149]cite-ref-150[150].
• mwbwumwbwyVa bene così (2021), regia di Francesco Marioni - Ambientato in Emilia-Romagna, ha come scenario principale una cena familiare girata a Faenzacite-ref-151[151].
• mwbwwmwbw0Laura Pausini - Piacere di conoscerti (2022), regia di mwbw4Ivan Cotroneo - Documentario sulla cantante romagnola, con riprese a Faenza, in particolare alla Scuola d’Arte e Ceramica Ballardini, dove ha studiatocite-ref-152[152]cite-ref-153[153].
Musica
Faenza vanta una tradizione musicale ricca e variegata, che spazia dalla musica classica alla musica popolare e contemporanea, sostenuta da scuole di musica, associazioni culturali e istituzioni locali. La città ospita la Scuola di Musica "G. Sarti"cite-ref-154[154], che offre corsi per tutte le età e livelli, e realtà come Artistationcite-ref-155[155], Music Academy – Area 51cite-ref-156[156] e l'Associazione Musicale Faenza Liricacite-ref-157[157], che promuovono la formazione musicale e l'organizzazione di eventi sul territorio.
La scena musicale faentina ha acquisito rilievo a livello nazionale grazie a eventi dedicati alla mwbyomusica indipendente, come il mwbysMEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, e rassegne culturali che valorizzano la musica mwbywfolk, mwby0celtica e mwby4contemporanea, come per esempio il festival Musica nelle Aie a Castel Ranierocite-ref-158[158], contribuendo a fare di Faenza un punto di riferimento per artisti emergenti e attività musicali di qualità in tutta Italia.cite-ref-159[159]
Cucina
Nell'area di Faenza, oltre alla mwbzscucina romagnola tipica, vengono proposte ricette autoctone, quali ad esempio:
Tortelli di San Lazzaro
I "mwbz4turtèll d'San Lazar" si fanno esclusivamente a Faenza appunto in occasione della festa di San Lazzaro, la quinta domenica di Quaresima, nella zona di mwbz8Borgo Durbecco e il territorio circostantecite-ref-160[160]. Il tortello ha una forma allungata con la chiusura a spiga di grano e presunti storici sostengono che tale forma potrebbe essere ispirata alla figura di mwb0qLazzaro avvolto nelle bende della sepoltura. In origine si trattava di un dolce povero che si è andato via arricchendo con il migliorare delle condizioni di vita: oggi la sfoglia si ottiene impastando farina, uova, latte, burro e zucchero e per il ripieno si amalgamano le castagne lessate con cioccolato, marmellata, canditi ecc.cite-ref-161[161]. Si serve imbevuto nella mwb0kSaba.
Ciambella di Faenza
Variante locale della mwb0wciambella romagnola, che prevede l'uso di farina, zucchero, burro, mandorle, uovo, scorza di limone, lievito, pangrattatocite-ref-162[162].
Sugali
I "mwb1msugàl" (mwb1qsugali) sono dolci simili a budini che si preparano e si consumano tradizionalmente in autunno nel periodo della vendemmia. La ricetta faentina prevede la preparazione con mosto d'uva filtrato, farina di grano e pane grattugiatocite-ref-163[163], con eventuale aggiunta di farina di maiscite-ref-164[164], scorza di limone e semi di anicecite-ref-165[165]cite-ref-166[166].
Curzul
I "mwb2cmwb2gcurzùl" sono una mwb2kpasta all'uovo di produzione tipicamente romagnola nell'area ravennate e forlivese che prende il nome dalla somiglianza con i lacci delle scarpe: curzul in romagnolo significa infatti “laccetti”. La ricetta tipica è quella con il mwb2oragù di mwb2sscalognocite-ref-167[167].
Polenta fritta
Variante di preparazione della mwb3ipolenta peculiare dell'area di Faenzacite-ref-168[168], mwb3cBrisighellacite-ref-169[169] e mwb3wCastel Bolognese, preparata densa, rassodata e fritta.
Eventi
Palio del Niballo
Il Palio del Niballo è un evento annuale che si svolge a Faenza ogni quarta domenica di giugno, rappresentando una delle manifestazioni più sentite della città. La rievocazione medievale vede i cinque rioni cittadini (Giallo, Rosso, Nero, Verde e Borgo Durbecco) sfidarsi in una giostra cavalleresca presso lo mwb4istadio comunale "Bruno Neri", preceduta da un corteo storico con oltre 400 figuranti in costumi d'epoca.cite-ref-170[170] Per i faentini il Palio è un momento di forte identità e coesione sociale, con i centri culturali rionali attivamente coinvolti nell'organizzazione e nella partecipazione, gestendo scuderie, gruppi di sbandieratori e musici. L'evento è supportato anche da contributi economici comunali che ne sottolineano l'importanza culturale.cite-ref-171[171]
Il Palio è il momento culminante di un calendario di eventi che scandisce principalmente il mese di giugno, noto come mwb4wMese del Palio. In questo periodo, e in particolare nelle settimane immediatamente precedenti la giostra, la città vive un’intensa partecipazione popolare: i centri rionali organizzano ritrovi, serate conviviali e cene propiziatorie aperte alla cittadinanza, occasioni di tifo, sostegno e contributo concreto alle attività dei rioni. Tra gli eventi correlati principali:
• Torneo della Bigorda d’Oro (secondo sabato di giugno) – versione giovanile della giostra, disputata in notturna e riservata a cavalieri esordienti.
• Torneo degli Alfieri Bandieranti (terzo sabato di giugno) – competizione tra sbandieratori e musici dei cinque rioni, con prove individuali e di squadra in Piazza del Popolo.
• Nott de Bisò (5 gennaio) – rito propiziatorio invernale che prevede il rogo del fantoccio del Niballo, accompagnato da degustazioni di mwb5ebisò (vin brulé tipico) e piatti tradizionali, in un’atmosfera di festa popolare.
Meeting delle Etichette Indipendenti
A Faenza, nell'ultimo week-end di settembre, e in passato durante il mese di novembre, si svolge la manifestazione che in assoluto ha portato in città il maggior numero di visitatori: il mwb5yMeeting Etichette Indipendenti (MEI), evento musicale in cui si radunano mwb5ccase discografiche e mwb5gmusicisti che si definiscono mwb5kindipendenti dalle major discografiche. Partecipano musicisti di caratura nazionale con concerti nelle 2/3 serate di durata della manifestazione. L'evento si svolge nel centro storico.
100 km del Passatore
Nell'ultimo sabato di maggio si svolge la "mwb54100 km del Passatore". È un'mwb58ultramaratona, considerata da molti folcloristica ma molto impegnativa, che richiama ogni anno più di 1000 partecipanti da tutto il mondo. La gara, che si è svolta per la prima volta nel 1973, è intitolata al mwb6aPassatore, popolare figura della storia e del mwb6efolclore romagnolo.
La difficoltà della competizione non è solo nella distanza (100mwb6m km certificati IAU/IAFF) ma anche nel dislivello: la partenza è a mwb6qFirenze (52 metri mwb6us.l.m.) e si devono attraversare gli mwb6yAppennini giungendo alla quota massima sul mwb6cPasso della Colla di Casaglia (913 m mwb6gs.l.m.) per poi scendere verso Faenza (34 m mwb6ks.l.m.). L'importanza di tale gara nel panorama delle ultramaratone è data dal fatto che più volte è stata campionato europeo e nel 1991 anche campionato del mondo.
Manifestazioni internazionali della ceramica d'arte
Molto importanti sono le manifestazioni internazionali della ceramica d'arte contemporanea e antica, organizzate dall'Ente Ceramicacite-ref-enteceramica-it-120-1[120], che si svolgono in città richiamando artisti, collezionisti e amanti della maiolica da tutto il mondo. Tra queste spiccano:
• Argillà Italia, mostra-mercato dedicata alla ceramica artistica e affiancata da convegni ed eventi culturali, che si tiene ogni due anni il primo weekend di settembre lungo le strade del centro storico che si snodano tra la piazza principale e il Museo Internazionale delle Ceramiche.cite-ref-172[172]
• Made in Italy - Mostra mercato della ceramica italiana, si tiene ogni due anni in alternanza con Argillà Italia. È dedicata alla ceramica artistica italiana: ceramisti espositori presentano oggetti d’uso, decorativi, gioielli, design; è arricchita da eventi collaterali nel centro di Faenza.cite-ref-173[173]
• Buongiorno Ceramica, manifestazione che si tiene ogni anno nel primo weekend di giugno alla quale partecipano tutte le città facenti parte dell'Associazione Italiana Città della Ceramica e che consiste nell'apertura straordinaria di musei e botteghe ceramiche con visite guidate e laboratori per gli appassionati.cite-ref-174[174]
Altre manifestazioni
• Fiera di San Rocco: è la Fiera più antica della città, dato che le sue origini risalgono al XV secolo. Si svolge nel centro storico, principalmente nei dintorni della mwb8mchiesa di San Rocco, la prima domenica di novembre.cite-ref-175[175]
• Carnevale di San Lazzaro: è una festa di carnevale di antica tradizione con sfilata di carri allegorici, musica e gastronomia che si tiene nel mwb8kBorgo Durbecco nel giorno di mwb8oSan Lazzaro, ossia la domenica precedente a quella delle mwb8sPalme.cite-ref-176[176]
• URBAN F.A.I.R. Festival: un festival annuale che si svolge generalmente a settembre, con musica, arte, immagine e rumore; oltre a concerti, include discussioni, attività per i giovani e momenti culturali all’aperto.cite-ref-178[178]
• Sagra del Torrone: si tiene l'8 dicembre. Le strade tra Piazza del Popolo e la Chiesa di San Francesco, dove le celebrazioni dell'mwb-yImmacolata Concezione sono particolarmente solenni, sono piene di bancarelle e stand gastronomici. Il prodotto più venduto è appunto il mwb-ctorrone.
Geografia antropica
Urbanistica
Faenza ha adottato nel corso della sua storia una serie di politiche urbanistiche che hanno modificato sensibilmente il suo assetto urbano: dal rinnovamento rinascimentale sotto mwb-sCarlo II Manfredi (1468-77) con nuove facciate palatine e ampliamenti; alla ricostruzione post-bellica, che dopo i bombardamenti del 1944 portò alla ricostruzione di interi quartieri con il piano mwb-wINA-Casa e la costruzione di infrastrutture come il ponte sul mwb-0Lamonecite-ref-180[180]; fino alle trasformazioni più recenti, fra cui il mwb-iPiano Strutturale Comunale adottato nel 2010, che ha introdotto la micro zonazione sismica, il censimento dei dissesti idrogeologici, parametri di sostenibilità energetica, zone pedonali e ZTL, progetti di quartieri ecologici (eco-quartiere San Rocco), riqualificazione delle piazze del centro storico e gestione del verde pubblicocite-ref-181[181]cite-ref-182[182].
Suddivisioni storiche
| Rione | Nome alternativo | Posizione in centro storico |
|---|---|---|
| Rione Giallo | Rione di Porta Ponte | |
| Rione Verde | Rione di Porta Montanara | |
| Rione Rosso | Rione di Porta Imolese | |
| Rione Nero | Rione di Porta Ravegnana | |
| Borgo Durbecco | Rione di Porta delle Chiavi | |
I quattro rioni: Giallo, Rosso, Nero e Verde riprendono i colori e l'antica divisione amministrativa del comune, ancora visibile in vecchie mappe cittadine conservate nella mwceabiblioteca comunale. I territori rionali sono separati dai quattro corsi cittadini, gli antichi mwceecardo e mwceidecumano di mwcemepoca romana, e ripropongono la suddivisione storica mwceqaltomedioevale della città faentina in quattro Rioni.
Il mwcewBorgo Durbecco, cioè l'area della città sulla riva destra del mwce0fiume Lamone sviluppatasi in mwce4epoca tardo-medievale, è stato istituito come Rione nel 1959 per poter coinvolgere anche questo quartiere nelle manifestazioni del mwce8Palio del Niballo.
Suddivisioni amministrative
Il territorio comunale è ripartito nei seguenti ambiti territorialicite-ref-184[184]:
• Centro: area del centro storico, ricompresa tra quest’ultimo e il perimetro costituito dal tracciato ferroviario Rimini-stazione-Brisighella, la circonvallazione e il fiume Lamone;
• Nord: periferia urbana a nord della città, dal tracciato ferrovia-via Emilia fino all’autostrada; ricomprende le aree industriali e le espansioni urbane attuali e future lungo gli assi Ravegnana e via Granarolo;
• Sud: periferia urbana a forte prevalenza residenziale situata a sud della circonvallazione-via Emilia, centrata in particolare sulle aree di via Corbari, via Firenze, zona Orto Bertoni;
• mwcfsBorgo: area urbana e relative espansioni residenziali a est del fiume Lamone;
• mwcf0Granarolo - mwcf4Pieve Cesato: centri abitati e area rurale a nord della città e della via Emilia, ad ovest del fiume Lamone;
• mwcgaReda: centri abitati e area rurale a nord della città e della via Emilia, ad est del fiume Lamone;
• mwcgiSanta Lucia - mwcgmOriolo - Marzeno: centri abitati e area rurale a sud della città, lungo la valle del torrente Marzeno;
• Errano - Castel Raniero - Sarna - Borgo Tuliero: centri abitati e area rurale a sud della città, lungo la valle del fiume Lamone;
• Celle - Tebano - Pieve Ponte - San Pier Laguna: centri abitati e area rurale a ovest della città, afferenti la vallata del fiume Senio.
Frazioni
• Albereto
• Basiago
• Borgo Tuliero
• Castel Raniero
• Celle
• Còsina
• Errano
• Felisio
• Fossolo
• Marzeno
• Merlaschio
• Mezzeno
• Pieve Corleto
• Pieve Ponte
• Prada
• Reda
• Rivalta
• Ronco
• San Barnaba
• San Biagio
• San Pier Laguna
• San Silvestro
• Sant'Andrea
• Sarna
• Tebano
Altre località includonocite-ref-187[187]:
Borgo Moretti, Borgo Prati, Canavera, Casale, Case Babini, Case Calzolaio-Palazzo, Casetti, Crociaro, Filippina, Formellino, La Palazza, Le Tombe, Mano-Laviana, Monte Brullo, Orto Fiori, Osteria della Rosa, Pergola, Pettinara, Piazzetta, Pideura, Pilastri-Osteria Buonamici, Quintina, San Mamante-Case Lenzuola, San Martino, San Procolo al Ponte, San Prospero, Sant'Orsola, Villa Mano.
Economia
L’economia di Faenza unisce la storica vocazione della ceramica artistica e industriale a un tessuto produttivo che comprende la meccanica di precisione, l’agroalimentare e l’innovazione tecnologica. Importante è anche il ruolo dei servizi e del commercio, che ne fanno un punto di riferimento per l’intera area della Romagna.
Agricoltura
L'agricoltura locale si basa sulla produzione di cereali, frumento, ortaggi (ad esempio mwchsscalogno, mwchwpatata, mwch0zucchino di Faenzacite-ref-188[188]cite-ref-189[189]), foraggi, uve (tra cui mwciyAlbana, mwcicCentesiminocite-ref-190[190], mwciwSangiovese) e frutta (ad esempio mwci0Pesca Nettarina, mwci4pesca piatta, mwci8kiwi, mwcjapera mora di Faenzacite-ref-191[191], mwcjualbicocca, mwcjymelagrana Grossa di Faenzacite-ref-192[192]), integrata dall'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
Per quanto riguarda la gestione agricola, il Comune di Faenza offre diversi servizi e supporti agli agricoltori locali. Tra questi, l'Associazione Provinciale Imprese Meccaniche e Agricole Industriali (A.P.I.M.A.I.) fornisce consulenze tecniche, amministrative e fiscali, oltre a supporto per l'accesso a contributi e finanziamenti della Politica Agricola Comune (PAC), come la Domanda Unica e il Programma di Sviluppo Rurale (PSR)cite-ref-195[195].
La cooperativa agricola Agrintesa associa circa 4.000 produttori di ortofrutta e vino, offrendo servizi di raccolta, lavorazione e commercializzazione dei prodotti agricolicite-ref-196[196].
Artigianato
Faenza è rinomata soprattutto per la lavorazione della mwcliceramica artistica (la mwclmmwclqFaience) e del mwcluferro battutocite-ref-aci-197-0[197].
Botteghe storiche
In attuazione della legge regionale sulla valorizzazione e promozione delle botteghe storichecite-ref-198[198], il Comune ha iscritto le mwcmabotteghe storiche cittadine tuttora operative in un apposito Albo Comunalecite-ref-199[199]cite-ref-200[200], in quanto attività artigianali significative per la tradizione e la cultura della città.
Industria
Faenza è una città industrializzata. I settori più sviluppati del territorio includono: mwcmsmeccanica, mwcmwautomazione e mwcm0robotica, mwcm4materiali compositi e ceramici avanzati, mwcm8ceramica industriale, mwcnaalimentare.
Vi hanno sede numerose società, in particolare: mwcniCISA, azienda produttrice di serrature; mwcnmCaviro, azienda leader nella produzione di vino e alcol; Mokador e Rekico, mwcnqtorrefazioni caffè di questo territorio; Tampieri Holding, specializzata in produzione di energia, oli vegetali e mwcnudepurazione; Bucci Industries, leader in lavorazioni meccaniche, automazione e materiali compositi.
In campo motoristico sono presenti due importanti squadre, mwcncRacing Bulls F1 Team (in passato nota come mwcngMinardi e Toro Rosso / AlphaTauri) e mwcnkGresini Racing, attive entrambe in campionati a livello mondiale.
La zona industriale si sviluppa su aree geograficamente distinte:
• Zona Industriale San Silvestro, a nord dell'abitato lungo Via Granarolo, compresa tra Via San Silvestro e la linea ferroviaria mwcn0Faenza-Ravenna;
• Zona Industriale Autostrada, compresa tra la mwcn8strada provinciale 7 ("Felisio") e l'mwcoaAutostrada A14;
• Zona Industriale Boària, a ovest del centro abitato lungo Via della Boària e Viale Risorgimento, compresa tra la linea ferroviaria mwcoiFaenza-Firenze e il lato nord della mwcomVia Emilia;
• Zona Artigianale Filippina, a est del centro abitato, compresa tra Via Reda e Via Soldata.
Enologia
Faenza è un centro di rilievo per l’mwcocenologia, grazie alla presenza di cantine e aziende vinicole attive nella produzione e trasformazione del vino. La città e il suo territorio circostante fanno parte della tradizionale area vitivinicola della mwcogRomagna, con vigneti caratteristici come quelli di mwcokSangiovese, mwcooTrebbiano, mwcosAlbana e mwcowCentesimino, che contribuiscono a denominazioni di origine controllata come Romagna DOC e mwco0Albana di Romagna DOCG.cite-ref-201[201]
Le aziende locali si distinguono non solo per la coltivazione della vite, ma anche per le attività di vinificazione, affinamento e imbottigliamento, rendendo il settore enologico una componente significativa dell’industria agroalimentare faentina.cite-ref-202[202]
Servizi
Il sistema dei servizi a Faenza comprende attività commerciali, professionali, amministrative, sanitarie e strutture ricreative. Il Centro Commerciale Le Maioliche ospita negozi, ipermercato e aree ludiche, rappresentando un polo commerciale di riferimento per il territorio.cite-ref-203[203]
Le strutture ricettive e sociali offrono possibilità di soggiorno, ristorazione, asili nido, case di riposo e servizi sanitari, garantiti anche dall'ospedale locale e da cliniche private che coprono l'intera mwcp4Romagna faentina. I servizi sanitari pubblici comprendono prenotazioni online, gestione ticket e consultazioni digitali tramite l'mwcp8Azienda USL della Romagna.cite-ref-204[204]cite-ref-205[205]
I servizi professionali includono consulenze aziendali, attività bancarie, radiotelevisive e informatiche. La CNA Romagna Faentina offre consulenze del lavoro e supporto alle imprese; il Comune gestisce lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e promuove lo sviluppo economico e la digitalizzazione dei servizi attraverso l'Area Sviluppo Economico e Smart City.cite-ref-206[206]
In ambito culturale e formativo, il Comune partecipa a società per la gestione di servizi pubblici e progetti di formazione, favorendo attività ricreative e sociali per la cittadinanza.cite-ref-207[207]
Turismo
Il turismo a Faenza rappresenta un comparto in crescita, in linea con l’andamento positivo registrato a livello regionale in Emilia-Romagna, una delle aree più attrattive d’Italia per numero di presenze turistiche.cite-ref-208[208] La città si distingue per un’offerta culturale che integra le eccellenze artistiche con il turismo rurale e collinare, rafforzando la sua attrattività sia per i visitatori italiani sia per quelli stranieri.
Un polo di riferimento è il mwcrkMuseo Internazionale delle Ceramiche (MIC), che custodisce una delle collezioni più ampie al mondo nel settore, rendendo Faenza un centro di richiamo internazionale per l’arte e l’artigianato ceramico.cite-ref-209[209] A questo si affiancano itinerari enogastronomici e naturalistici come quelli delle mwcr4Terre di Faenza, che combinano borghi storici, paesaggi rurali e tradizioni locali.cite-ref-210[210]
La componente straniera rappresenta una quota significativa degli arrivi, superiore alla media di altre città romagnole di pari dimensioni, e in costante crescita rispetto al turismo interno. Ciò conferma il ruolo di Faenza come nodo strategico tra mwcsqBologna, mwcsuRavenna e mwcsyFirenze, con un’offerta turistica che unisce patrimonio culturale e tradizioni manifatturiere legate alla ceramica.cite-ref-211[211]
Faenza costituisce inoltre il centro principale della mwcswRomagna Faentina, ambito amministrativo che comprende anche i comuni di mwcs0Brisighella, mwcs4Casola Valsenio, mwcs8Castel Bolognese, mwctaRiolo Terme e mwcteSolarolo: questa rete territoriale amplia l’offerta turistica con borghi storici, località termali, percorsi naturalistici e manifestazioni culturali che rafforzano l’attrattività complessiva del territorio.cite-ref-212[212]
Infrastrutture e trasporti
Strade
Faenza è attraversata da sud-est verso nord-ovest dalla mwctkstrada statale 9 Via Emilia e dall'mwctoAutostrada A14 Bologna-Taranto e da nord-est verso sud-ovest dalla mwctsstrada provinciale 302 Brisighellese Ravennate.
Ferrovie
La mwcuistazione di Faenza si trova sulla mwcumlinea Bologna-Ancona e funge da capolinea della mwcuqFirenze-Faenza, della mwcuuFaenza-Ravenna e della mwcuyFaenza-Lavezzola.
Mobilità urbana
Faenza dispone di un servizio urbano costituito da due autolinee gestite da mwcukStart Romagna, che opera anche i servizi interurbani con capolinea nei pressi della Stazione FS.cite-ref-213[213]
Dal 2013 è attivo un servizio gratuito di trasporto pubblico su minibus elettrici (Green-Go Bus) costituito da due linee che collegano sia la parte ovest sia la parte est di Faenza con il centro città.cite-ref-214[214]
Amministrazione
L'amministrazione di Faenza fu caratterizzata da una mwcvufase comunale, con figure di spicco come i consoli, seguiti dal podestà forestiero, e successivamente, nel periodo tra le mwcvydue guerre, da una giunta popolare guidata dal sindaco conte avvocato Antonio Zucchini. Questa giunta, espressione del mwcvcPartito Popolare, si distinse per impegno, onestà e per il sostegno offerto alle categorie produttive e ai mezzadri, contrastando l'ascesa del fascismo.cite-ref-215[215]
Sindaci dal 1946
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 2 aprile 1946 | 22 giugno 1951 | Alfredo Morini | PSI [ 216 ] | Sindaco | [ 217 ] |
| 22 giugno 1951 | 10 agosto 1956 | Pietro Baldi | DC | Sindaco | |
| 10 agosto 1956 | 6 marzo 1972 | Elio Assirelli | DC | Sindaco | Confermato nel 1960, 1964 e 1970. [ 218 ] |
| 24 marzo 1972 | 16 dicembre 1974 | Angelo Gallegati | DC | Sindaco | |
| 16 dicembre 1974 | 1º settembre 1975 | Pietro Baccarini | DC | Sindaco | |
| 1º settembre 1975 | 30 settembre 1981 | Veniero Lombardi | PCI [ 219 ] | Sindaco | |
| 1º ottobre 1981 | 24 marzo 1993 | Giorgio Boscherini | PSI [ 216 ] | Sindaco | Confermato il 30 ottobre 1985 ed il 19 luglio 1990. Dimissionario nel 1993. |
| 25 marzo 1993 | 17 gennaio 1994 | Nerio Tura | DC | Sindaco | |
| 12 giugno 1994 | 30 aprile 1999 | Enrico De Giovanni | PPI | Sindaco | Confermato il 24 maggio 1998. Deceduto durante il mandato. |
| 1º maggio 1999 | 30 marzo 2010 | Claudio Casadio | DS , poi PD [ 220 ] | Sindaco | Sindaco reggente fino al 15 aprile 2000. Confermato il 6 aprile 2005. |
| 30 marzo 2010 | 22 settembre 2020 | Giovanni Malpezzi | PD | Sindaco | Confermato il 15 giugno 2015. |
| 22 settembre 2020 | in carica | Massimo Isola | PD [ 221 ] | Sindaco | |
Linea temporale
Gemellaggi
Faenza è gemellatacite-ref-222[222] con:
• Toki, dal 1979
• Fiume, dal 1983
• Talavera de la Reina, dal 1986
• Timișoara, dal 1991
• Amarousio, dal 1992
• Bergerac, dal 1998
• Schwäbisch Gmünd, dal 2001
• Gmunden, dal 2008
• Jingdezhen, dal 2013
Altre informazioni amministrative
Il Comune di Faenza dal 1º gennaio 2012 è sede amministrativa dell'mwczcUnione della Romagna Faentina, che comprende oltre a Faenza i comuni di mwczgBrisighella, mwczkCasola Valsenio, mwczoCastel Bolognese, mwczsRiolo Terme, mwczwSolarolo.
Sport
Automobilismo
Formula 1
La città vanta la presenza storica di un team di mwcbaF1: fondato nel 1979 da mwcbeGiancarlo Minardi con il nome di mwcbiMinardi Team, il gruppo è stato poi acquisito nel 2005 dall'mwcbmaustriaca mwcbqRed Bull e ribattezzato mwcbuScuderia Toro Rosso. Dal 2020, ai fini di marketing, diviene mwcbyScuderia AlphaTauri. Dal 2024, a seguito di una riorganizzazione generale, cambia denominazione in mwcbcRacing Bulls F1 Team.
Di particolare rilievo la prima vittoria assoluta del Team con la mwcbkToro Rosso STR3 da parte del pilota mwcboSebastian Vettel al mwcbsGran Premio d'Italia 2008 a mwcbwMonza e la vittoria di mwcb0Pierre Gasly nel 2020, sempre a Monza, con la mwcb4AlphaTauri AT01.
Lotta
Il Club Atletico Faenza Sezione Lotta "CISA" è attivo nella mwccelotta greco-romana. Dal 1919 molti atleti, anche a livello olimpico, hanno ottenuto un numero importante di vittoriecite-ref-223[223]. Della società hanno fatto parte mwccyErcole Gallegati, mwcccGian Matteo Ranzi, mwccgAntonio Randi e mwcckVincenzo Maenza (bicampione olimpico mwcco1984 e mwccs1988), nonché mwccwAndrea Minguzzi (campione olimpico mwcc02008) e mwcc4Daigoro Timoncini (tre Olimpiadi: mwcc8Pechino 2008, mwcdaLondra 2012 e mwcdeRio de Janeiro 2016).
Motociclismo
Nel 1905 un gruppo di motociclisti locali organizza ritrovi in moto e crea il Moto Club Faenza. Nel 1911 il sodalizio entra a far parte del Moto Club Italia (che diventerà mwcdqFMI nel 1946)cite-ref-winterbikers-224-0[224]. Dal 1932 al 1956 fu in funzione il circuito extracittadino delle «Bocche dei Canali», all'epoca il più veloce fra i circuiti nazionali. Le maggiori Case motociclistiche lo utilizzarono per provare in anteprima le moto debuttanti nei Gran Premi: modelli come la mwcdkGilera 125 “Mosca Bianca”, la mwcdoMondial 125 e la MV 125 del 1947 furono testate a Faenzacite-ref-225[225].
Il circuito faentino raggiunse notorietà internazionale in occasione del mwceaGran Premio delle Nazioni (così si chiamava il Gran Premio d'Italia) del 1948, che per la prima volta abbandonò la sede storica di Monza per disputarsi in terra di Romagna. Vi corsero le categorie mwcee125 cm³, mwcei250 cm³ e mwcem500 cm³. Lo stesso anno si ritirò dalla carriera il campione faentino mwceqFrancesco Lama, uno dei protagonisti del mwceumotociclismo italiano degli anni 1930. Negli anni successivi, il circuito delle «Bocche dei Canali», fu sede della Coppa «Città delle Ceramiche», più volte valida come prova di campionato italiano di velocità I categoriacite-ref-winterbikers-224-1[224].
Motomondiale
La squadra mwcfqmotociclistica mwcfuGresini Racing, con sede a Faenza, fondata dal due volte campione del mondo 125mwcfy cm³ mwcfcFausto Gresini, attualmente milita nel mwcfgMotomondiale nelle categorie mwcfkMotoGP, mwcfoMoto2 e mwcfsMotoE. Da segnalare i risultati ottenuti grazie a mwcfwDaijirō Katō (campione mwcf0classe 250 cm³ nel 2001), mwcf4Toni Elías (campione mwcf8Moto2 nel 2010), mwcgaJorge Martín (campione mwcgeMoto3 nel 2018) e mwcgiMatteo Ferrari (campione mwcgmMotoE nel 2019).
Motocross
Nel dopoguerra fu realizzato il primo tracciato adatto alle corse di motocross, il Circuito dell'Isola. Improvvisato sulla sinistra del Lamone, si trovava a poche centinaia di metri dal centro storico. Nel 1957 si disputa nel Circuito dell'Isola una prova di campionato nazionale di motocross. L'attività del motocross faentino prosegue negli anni seguenti in un altro circuito, anch'esso provvisorio, situato sulle colline a qualche chilometro dalla cittàcite-ref-winterbikers-224-2[224]. All'inizio degli anni settanta prende corpo l'idea di realizzare un tracciato permanente. Viene scelta un'area nei pressi del monte Coralli, adiacente la frazione di Tebano. Il «Crossodromo Monte Coralli» viene inaugurato nel 1972 ed è tuttora in attivitàcite-ref-226[226], nato su iniziativa dell'allora presidente del Moto Club Faenza Gigi Lama. Nel 1979 è stato sede per la prima volta di una gara del mwcg4Campionato mondiale di motocross (Gran Premio d'Italia, 27 maggio)cite-ref-227[227]. Da allora ha ospitato altre gare valevoli per il campionato del mondocite-ref-0-228-0[228].
Nel 2024 la pista, dopo una completa ristrutturazione, ha assunto la nuova denominazione di «04 Park - Monte Coralli», un centro sportivo per crossisti nato per volere di mwchgAndrea Dovizioso, in collaborazione con il Comune di Faenza e la mwchkFederazione Motociclistica Italiana.
Nuoto
La ASD Centro Sub Nuoto Club 2000 è una Scuola Nuoto Federale mwchwFIN presso il Centro Nuoto Comunale di Faenza, attiva nelle discipline acquatiche agonistiche e amatoriali, mwch0nuoto e mwch4subacquea in primis e, dagli anni 2000, mwch8nuoto sincronizzato e mwciapallanuoto; fra i titoli conseguiti si evidenziano per il nuoto 2 titoli di Campione Italiano e per la fotografia subacquea 3 titoli di Campione del Mondo e 4 di Campione Italianocite-ref-229[229]. Da ricordare la partecipazione alle mwciuOlimpiadi di Seul 1988 di mwciyAnnalisa Nisiro.
Pallacanestro
La squadra più titolata della mwcispallacanestro faentina è il mwciwClub Atletico Faenza. Nata nell'immediato dopoguerra, la squadra femminile vanta a livello seniores ben 64 anni di storia, con 53 partecipazioni alla massima serie nazionale, di cui 16 consecutive. Ha vinto due Coppe Italia: nel 2007 e nel 2009.
Dal 2015 la principale società di pallacanestro femminile è «mwci4Faenza Basket Project» (presidente Mario Fermi). Ha rilevato il titolo sportivo di Serie B di un'altra società locale vincendo subito il campionato. Dopo pochi anni di Serie A2, nel 2020/21 la società ha centrato la promozione in mwci8Serie A1.
A oggi, a livello maschile è attiva la Raggisolaris Faenza, che milita nella mwcjeSerie B Nazionale.
Pallamano
La mwcjyPallamano Romagna è nata nel 2019 dalla fusione di Romagna Handball (Imola-Mordano) con Handball Faenza e successivamente con Pallamano Lugo. Gestisce due squadre senior di mwcjcpallamano che militano in mwcjgSerie A Silver e in mwcjkSerie B.
Le società fondatrici sono nate rispettivamente nel 1973 (Imola), nel 1981 (Mordano) e nel 1983 (Faenza). A Faenza la pallamano arrivò su iniziativa dei fratelli Claudio e Guido Leotta. Il primo allenatore della formazione biancazzurra fu Alfonso Saviotti (1937-2025).
Pallavolo
Faenza ha avuto una squadra maschile che ha militato in Serie A negli anni '70: la Società Polisportiva "Ebro Masotti" (SPEM). Fondata negli anni '60, la squadra iniziò dalle serie inferiori. Dal campionato di Promozione salì in serie A collezionando una promozione all'anno. Disputò nella massima serie tre campionati:
Dal 1976 al 1979 fu allenata da mwcleSergio Guerra. Disputava le partite in casa al mwcliPalaBubani. Nella Spem giocò anche uno straniero, il mwclmcecoslovacco Jiri Bardacite-ref-233[233].
Pallone col Bracciale
Il mwcl8pallone col bracciale, o "gioco del pallone" come comunemente conosciuto dai faentini, è uno dei giochi nazionali più antichi e tuttora è praticato in alcune località in Italia, tra cui Faenza, soprattutto in tornei di manifestazioni folcloristiche e rievocative, presso lo mwcmasferisterio comunale.
Tennis
Nel mwcmuClub Atletico Faenza Tennis, attivo fin dal 1927, vi sono cresciuti sul piano tennistico diversi campioni a livello nazionale e internazionale, come mwcmyRaffaella Reggi (n. 13 WTA) e mwcmcAndrea Gaudenzi (n. 18 ATP). Vanno ricordati anche mwcmgFlora Perfetti, mwcmkFrancesca Bentivoglio e mwcmoGianluca Rinaldini, tutti saliti fino alla top 100 mondiale.
Altre Associazioni Sportive
• Il mwcm4Faenza Calcio 1912 milita nel girone B dell'mwcm8Eccellenza Emilia-Romagna.
• La società di mwcneatletica leggera cittadina è l'ASD Atletica 85 Faenza, nata nel 1957 e che nel 1985 fu oggetto della fusione tra l'Atletica Faenza e la Libertas.
• In località mwcnmReda è attiva la ASD Reda Volley, dove la giocatrice della nazionale mwcnqSerena Ortolani ha avviato la sua carriera agonistica.
• La società New Faenza Baseball Roosters milita nel campionato italiano di mwcnyBaseball di mwcncSerie C Federale.
• La Società Ciclistica Faentina (S.C. Faentina) è continuatrice delle attività della Ciclo Sport Faenza, società che ha organizzato il mwcn0ciclismo agonistico in città dal 1907.
• L'ASD Arcieri Faentini pratica attività di mwcn8tiro con l'arco.
• Dal 2014 è presente in città una squadra di mwcoefootball americano, nata come Broncos Faenza e dal 2022 denominata mwcoiRoosters Romagna, che diventa mwcomCampione d'Italia 2022 nel campionato italiano football americano a 9 giocatori.
• Il Faenza Rugby è una squadra attiva nel campionato di mwcouSerie C1 di mwcoyRugby a 15.
• La ASD Sala d'Arme Achille Marozzo Romagna Sforzesca è una delle principali associazioni per la pratica e la diffusione della mwcogscherma storica in Italia.
Impianti sportivi
• mwcpaPalaCattani, già PalaMokador, è l'impianto sportivo più grande di Faenza, con i suoi 5.000 posti. Attualmente ospita le partite di basket maschile della Raggisolaris (Serie B) e del calcio a 5 del Faventia (Serie B).
• mwcpiStadio Bruno Neri, è il secondo impianto cittadino con i suoi 2.800 posti, ed è situato in Piazzale Pancrazi, progettato per ospitare le partite del Faenza calcio (Eccellenza) e le manifestazioni del mwcpmPalio del Niballo e della Bigorda d'oro.
• mwcpuPalaBubani, già PalaCofra, è situato in Piazzale Pancrazi, vicino allo Stadio Bruno Neri e alla piscina comunale. Ospita le partite di pallavolo del Faenza volley (Serie C).
• Centro Nuoto Comunale, che comprende gli impianti di Piazzale Pancrazi: quello esterno (in funzione da fine maggio ai primi di settembre) con vasca da 50mwcpc m dotata di scivolo e vasca ricreativa con un bel prato per rinfrescarsi; quello interno (aperto 363 giorni l'anno) formato da una vasca da 25mwcpg m × 6 corsie, da una vasca da 25mwcpk m da 3 corsie dotata di zona profonda 4mwcpo m, e da altre due vasche più piccole con temperature a 30° e 32°; inoltre dal 2014 è attivo l'impianto coperto di via Marozza costituito da una piscina da 25mwcps m × 6 corsie.
• Crossodromo Monte Coralli, situato nelle prime colline a sud della città in frazione Tebano, è attivo dagli anni 1970.
• Campo sportivo Graziola, in Viale Atleti azzurri d'Italia, comprende impianti sportivi per la pratica di diverse discipline, tra cui: Atletica Leggera, Podistica, Rugby, Football americano, Calcio, Baseball.
• Circuito Ciclistico "Vito Ortelli", in via Lesi, sede delle attività sportive della S.C. Faentina e aperto al pubblico, intitolato al campione di ciclismo faentino mwcp8Vito Ortelli.
• Golf Club "Le Cicogne", un campo da Golf con 9 buche in periferia a sud-ovest del centro abitato.
• mwcqiSferisterio comunale "Oreste Macrelli", in Piazza Fratti, dove vengono praticati il mwcqmPallone col Bracciale, il Tamburello e il Tamburello a muro.
• Tiro a Segno Nazionale, in via San Martino.
• Campo di Tiro con l'Arco, in Piazzale Tambini.
• Il mwcqcCampo di volo Aerlight Faenza è la base operativa della Scuola di volo "Ready To Fly n. 397". Situata a pochi chilometri da Faenza, in via Plicca n. 2, l'infrastruttura è dotata di hangar e di club house per i piloti.
Note
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Voci correlate
• mwekyFaenza romana
• mwekgStoria di Faenza
• mwekoBattaglia di Faenza (542)
• mwekwBattaglia di Faenza (1797)
• mwek4Scontro alle Balze di Scavignano (1845)
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.faenza.ra.it.
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• mwem8Arte e cultura a Faenza, su cittadarte.emilia-romagna.it.